08 febbraio 2011

Astenersi gggiovani please. Il Premio Maretti accetta solo candidati over 35…

 

di

Raffaele Gavarro, Presidente della giuriaUna scelta in
controtendenza, con un sempre maggiore numero di premi nazionali orientati a
valorizzare esclusivamente novità ed artisti emergenti. Il famoso e caricaturale
– perché spesso vuoto e solo di facciata – gggiovanilismo italico, tante volte sottolineato
anche da Exibart.
Il Premio
Maretti – Valerio Riva Memorial
è insomma forse l’unico premio italiano
dedicato ad artisti italiani dai trentacinque anni in su, e che vuole quindi
invitare ad una riflessione sul lavoro di quegli artisti già presenti da
qualche anno sulla scena, e con un lavoro già caratterizzato. Promosso dalla Fondazione
Valerio Riva, in collaborazione con il Centro Pecci di Prato, il premio ora annuncia
la selezione degli artisti che parteciperanno alla terza edizione, che si terrà
nelle sale espositive del Pecci dal 12 marzo al 25 aprile del 2011.
Cinque i
curatori selezionatori, ognuno dei quali ha indicato quattro artisti. Laura
Barreca ha indicato Manfredi Beninati, Stefania Galegati, Riccardo Previdi, Francesco
Simeti
; Lorenzo Bruni Armin Linke, Cesare Pietroiusti, Elisabetta Benassi,
Roberto Ago
; per Chiara Canali la scelta è caduta su Aron Demetz, Davide
Coltro, Enrico Lombardi, Giuliana Cuneaz
, per Ivan Quaroni su Andrea Zucchi,
Giuseppe Veneziano, Paolo De Biasi, Vanni Cuoghi
, mentre Eugenio Viola ha
scelto Giulia Piscitelli, Giuseppe Stampone, Mariangela Levita, Vedovamazzei.
Le opere dei
finalisti verranno giudicate da una giuria composta da Raffaele Gavarro, Presidente
e curatore-coordinatore del premio, Marco Bazzini, Julia Draganovic e Duccio
Trombadori. Il vincitore avrà la possibilità di realizzare, in collaborazione
con il suo curatore-selezionatore, una monografia bilingue sul proprio lavoro
edita dalla Maretti Editore.

[exibart]

13 Commenti

  1. 2 cose sono fantastiche
    1° – molti degli artisti nominati sono Giovani in alcune occasioni e meno giovani in altre .. insomma dipende dalle situazioni
    2° l’italia non è giovanilistica i premi in italia si contano sulle dita di una mano, almeno di non prendere in considerazione truffe o giochetti politici, quindi il premio è una forma di supporto rispetto ad una produzione che ancora a bisogno di risorse a “fondo perduto” i premi “over” sono premi alla carriera o di merito e di certo trà i selezionati non appaiono eccellenze di ricerca, forse per questo in italia non spopolano i premi over 35, è difficile arrivare a quell’ età senza annoiarsi perdersi o saggiamente darsi ad altri mestieri ( che spesso vengono confusi per produzione artistica)

  2. Concordo con chi pensa che spesso si confonde l’idea di giovane con giovanilismo èora di smetterla con questa convinzione che l’arte si distinqua in “giovane” o “vecchia”.Ci sono i parvenue dell’arte che approfittano di pseudo sperimentalismi di cui non se ne può più.Ci sono stati e ci sono esempi di artisti non più giovani che hanno cambiato il volto dell’arte con la loro ricerca e il loro coraggio,per fotuna,non condivido l’idea che la partecipazione al premio debba dipendere dalla pre-selezione a cura dei “soliti noti”.

  3. credo che sotto il cielo ci sia posto per tutti, over e under 35.
    Spero che la scelta dei curatori si basi sulla qualità delle opere e non sul dato anagrafico, o altro.
    Non vedo la notizia e non vedo la discussione.
    Meno male che Louise Bourgeois non era italiana…..

  4. E’ veramente ridicolo contrapporre l’età anagrafica o fascia temporale di un artista al linguaggio dell’arte. Come se la giovinezza, fosse strettamente connessa alla vocazione di nuovi linguaggi sperimentali. Non è assolutamente concepibile un tale approccio. Lo trovo uno stucchevole modulo ripetitivo, di festival a premi per giovani artisti. E’ evidente che la paranoia ha preso campo tra gli addetti ai lavori, che non sanno fare altro che organizzare premi e residence-ricovero d’artisti o recinti “kindergarten” da tormento. In sostanza non sanno che pesci pigliare, sono in crisi di senilità creativa. Manca, del tutto un serio dibattito sulla funzione dell’arte, sul presente pensiero critico, che non sia anche, in ogni sua piega una riflessione seria sulla condizione dei giovani artisti; i quali, sono costretti ad operare in un ambiente culturale chiuso, dominato dalle clientele politiche e dalle lobby del sistema dell’arte globalizzata. C’è da aggiungere, la pessima gestione del circuito museale pubblico. Infine una riflessione sulla produzione dell’arte e il legame con il territorio e la collettività; sull’educazione del pubblico e sui canali dell’informazione culturale. Credo sia superfluo ricordare che questi premi, non sono altro che una favola incompiuta. Un tentativo di illudere aspiranti artisti, per una brillante carriera. Il Premio Maretti, come del resto tutta la (PREMIAZIA ITALIOTA) è l’ennisimo tentativo di esibire il nuovo nell’arte che non si vede ? Semplicemente non c’è. E’il tratto puerile, che, pur chiamandola giovane arte emergente, come chiave esplicativa di chissà quali nuovi linguaggi; alla fine, ci restituisce solo l’ennesima immagine sbiadita di un sistema provinciale, clienterale e inefficiente nella sua funzione esplicativa ed educativa; in cui i giovani artisti italiani, sono condannati ad operare. Il paradosso è anche questo stallo delle istituzioni pubbliche, in un momento storico in cui la produzione di arte e cultura, potrebbe, veramente rilanciare l’immagine del “Bel Paese” che fu…. nel Mondo. Ci penserà la Biennale di Venezia? Forse:
    Riservo più dubbi che certezze !!!

  5. Savino , siamo testimoni degli effetti di un pessimo linguaggio tra i curatori del giorno d’oggi (saranno stati contaminati dai colleghi pubblicitari?) : Gioventu’ ed anzianita’ come categorie target idonee per profilare dei consumatori; ora a quanto pare anche gli “artisti” rientrano perfettamente in detti profili .

    Povero Benjamin, se avesse visto anche Lui questo incredibile disfacimento.

    Godiamoci lo spettacolo , Savino.
    (naturalmente, disturbiamo)

    ciao savi’.

  6. i curatori devono fare qualche marketta ogni tanto, un po’ qua un po’ la, giusto per poter contare su future curatele, qualche mostra legata a qualche assessorato o ricambiare qualche favore.
    alcuni curatori non hanno neanche un gran curriculum, tante mostricine-ine-ine, poco curate e poco coerenti (nel migliore dei casi) chiaro che tutto si restringe alla loro cerchia

  7. Chrisian Maretti, il pedofilo Alessandro Riva, nipote di Valerio,, Italian Factory… Tutto fa brodo quando si tratta di affari. Ruby for president!

  8. curioso che un membro della giuria si chiami Trombadori….per chi non è toscano trombare=scopare oppure essere trombati= presi cioè a calci nel didietro….cioè per chi non ha 35 anni oppure per chi non è un accolito, un coccolino dei soliti nomi non c’è niente da fare….ecco un altro premio che evidenzia la nota magagna italiana non è aperto a tutti semplicemente perchè i soliti critici 1) non si fanno il mazzo 2)non sanno osare e così vanno sul sicuro 3) fanno passare i loro pupilli.
    Un premio serio, seriamente democratico semplicemente non può avere tutti questi paletti….altrimenti puzza un pò….

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