01 aprile 2010

“Basta combattere con la politica”. E Paolo Colombo sceglie il cinema (e la Turchia)

 

di

Paolo ColomboPer Rivoli? No, io ho rifiutato pure la candidatura…”. È allo stesso tempo rassegnato ed entusiasta, Paolo Colombo, uno fra i migliori curatori passati recentemente per il giro dei musei italiani – il Maxxi, nella fattispecie -, mentre ci parla dei suoi nuovi impegni.
Rassegnato per una realtà che in sostanza – sostiene – richiede anche a chi voglia occuparsi solo di arte rapporti diretti con la politica. E lui non ci sta. Ed ecco l’entusiasmo: conclusa l’esperienza curatoriale romana, ha infatti concentrato gli impegni artistici su importanti incarichi internazionali – è art advisor all’Istanbul Museum of Modern Art, membro del Board dell’Independent Curators International di New York e di Fabric Workshop and Museum di Philadelphia – aprendo un nuovo fronte creativo: come produttore cinematografico.
Con un legame crescente con la Turchia: dopo aver curato nel 1999 la sesta Istanbul Biennale, ed aver stretto come accennato i rapporti con il primo museo turco, il suo maggior impegno nel cinema è stato la co-produzione – con la casa Dorje Film – di un film di successo come Soul Kitchen, del regista di origini turche Fatih Akin

[exibart]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui