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Non senza suscitare polemiche la UK’s Museums Association ha recentemente emanato un “Disposal Toolkit” incoraggiando i musei a disfarsi delle opere che ammuffiscono nei magazzini e causano sprechi di risorse. Violando il sacro principio della conservazione del patrimonio pubblico, l’Associazione ha individuato nelle opere “non pertinenti, non in uso, o che comunque non è intenzione di esporre” quelle candidate ad essere liquidate e messe in vendita. I musei non sono centri di stoccaggio e stanno invece vivendo un periodo di crisi finanziaria. Ma chi decide cosa sarà pertinente domani? E che ne sarà delle collezioni di grafica o di monete, dei reperti archeologici, dei libri? Queste sono solo alcune delle opposizioni rivolte contro quello che è stato già ribattezzato il relativismo culturale contemporaneo. (a. s.)
[exibart]
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