14 giugno 2009

Basta con questo sistema delle fiere d’arte! Politi accusa, Exibart rilancia…

 

di

Chiediamo una sospensione, un anno sabbatico delle fiere d’arte; ma la richiesta sarà inutile, visto che le fiere cercano solo il profitto; ma noi da inguaribili idealisti lanciamo ugualmente la proposta”. Così esordisce la periodica newsletter inviata dal direttore di Flash Art Giancarlo Politi, a cui per una volta – e ci capita di rado – diamo ragione, anzi ragionissima.
Mentre il lavoro di galleria, se creativo, ben seguito e programmato, può ancora dare risultati – tuona Politi -, le fiere d’arte non possono reggere l’offerta troppo massiccia del mercato. Inoltre tutte le fiere, nessuna esclusa, mantengono inalterati i prezzi di ammissione… […] Altro aspetto fondamentale: gli acquisti operati dalle fiere stesse, talvolta anche consistenti, non dovrebbero essere orientati in modo clientelare come quasi sempre avviene, o indirizzati verso i soliti noti o verso i componenti del consiglio direttivo; anzi, io suggerirei che i componenti del consiglio direttivo, qualora non si decidesse di sopprimerli, venissero esclusi dagli acquisti ufficiali”.
Riguardo ai componenti dei direttivi delle fiere, da tempi non sospetti anche noi di Exibart andiamo ripetendo che non dovrebbero essere composti da galleristi ma da critici, collezionisti, curatori e – consentiteci – da giornalisti. Si è arrivati al punto che le fiere rischiano di drenare tutte le risorse delle gallerie, penalizzando gli artisti, la produzione, la ricerca, l’investimento in promozione sulla stampa specializzata che di conseguenza rischia la sofferenza anch’essa…

[exibart]

12 Commenti

  1. Giustissimo quello che propone politi ed exibart giustamente ribatte. Oltre che una crisi economica, c’è in atto anche una crisi di contenuti data da saturazione e sovraproduzione. Le solite cliente non possono ch deprimere ulteriormente le energie e la qualità. La crisi potrà avere effetti assolutamente positivi con vantaggi per tutti coloro che vivono seriamente il proprio ruolo.

  2. Benchè per chi -come il sottoscritto- faccia il lavoro di giornalista del settore sia imbarazzante condividere qualcosa con Politi (vi ricordate ad esempio la sua intervista ad Artefiera 2008 trasmessa per Rai2 in cui affermava che era molto meglio che i collezionisti spendessero 3000€ per una borsetta di Prada piuttosto che acquistare una delle brutte opere che c’erano a Bologna?), non penso che il fenomeno fiere sia tutto negativo, dato che spesso sono occasioni fondamentali per tutti i galleristi che operano lontani dai centri come Roma, Milano, Napoli, che hanno modo di intercettare molti dei collezionisti pigri abituati a trovare la pappa sotto casa. Piuttosto sembra ridicolo che non siano coordinate e che nella stessa città ve ne siano più di una (avete sentito che anche Milano avrà una fiera in autunno?), dato che l’Italia non è -ancora- Basilea. Ed è opportuno che vi sia più presenza della grande industria e più continuità dai gruppi bancari. Direi che 3 fiere possiamo permettercele, ma curate e con tutte le attenzioni per la qualità dell’offerta, la cura dei servizi, e pure l’onestà per la campagna degli acquisti. E poi i galleristi dovrebbero cominciare a dire di no, e a non supportare le ambizioni di organizzatori, curatori & co.

  3. politi non è piu credibile. non ha piu la minima credibilità. è uno – se caso – dei responsabili di questa situazione: altrochè de carlo o zero: politi…tanto stai chiudendo: e molla la direzione a qualcuno…tanto si sa gia chi comanda in flash art!!!!!!! adv!!!

  4. le fiere nate per puro campanilismo farebbero bene a chiudere. meglio spendere i soldi pubblici x belle mostre che x pessime fiere.
    una fra tutte il miart. guarda caso esaltata quest’anno da politi.. chissà pErchè??

  5. devo dire che anche il commento di “adsgfa” è assolutamente condivisibile. Ci vorrebbe più sincerità intellettuale da parte di tutti. Questo arricchirebbe tutti, e non solo intellettualmente (che brutta parola).

  6. ma nessuno dice niente sulla nota galleria strozzata dai debiti citata da Politi in forma anonima ma non abbastanza per non far capire che si tratta di Zero?
    Il passaggio di Politi: “Una di queste fiere, la più sofisticata, nel suo consiglio direttivo include una nota galleria propositiva italiana, accerchiata da problemi economici e di solvibilità, sia nei confronti degli artisti sia dei colleghi. Vorrei farvi parlare con la galleria tedesca con cui sino a ieri questa galleria italiana ha collaborato: impegni non mantenuti, opere non pagate, ecc. Noi stessi abbiamo intrapreso una azione legale che si concluderà a breve con un pignoramento da parte dell’Ufficiale giudiziario.
    Ma vi pare possibile che simili gallerie, commercialmente non solvibili e in molti casi scorrette, debbano diventare dei modelli e giudicare colleghi ben più seri e professionali e stabilire chi deve partecipare e chi no? Ma perchè i direttori delle fiere non vigilano sulla correttezza e il buon nome dei componenti del consiglio Direttivo?”

  7. .Condivido quanto scrive Politi. E’ un po’ tardi per lanciare l’allarme comunque meglio tardi che mai. I disastri operati dentro il mercato dell’arte dureranno a lungo, e cosa più grave, mentre gli operatori seri lavoreranno per recuperare un’accettabile credibilità, i soliti furbetti del quartierino, si attrezzeranno (le risorse economiche non mancano a questi signori) per vanificare il lavoro di ricostruzione.
    Un po’ come è avvenuto per l’Italia, dopo 14 anni di sacrifici, siamo in una condizione economica generale peggiore che nel 1992, a tutto vantaggio dei pochi, che diventano sempre di meno, e che si autoproteggono, ammesso e poco concesso, che ci sia qualcuno che vuole fare chiarezza nelle operazioni “limacciose” dei suddetti. L’unica nostra salvezza sta nel continuare a lavorare come sappiamo, con dignità e nella consapevolezza che il tempo è galantuomo e questi venditori di “tappeti” si sbraneranno tra loro (come è avvenivo nel mondo economico), a tutto vantaggio dei più “intraprendenti” che se ne avvantaggeranno, come ci ricorda quotidianamente “un venditore che se ne intende”.

  8. quanti bla bla bla…….!!!!!!viva la libertà di comprarsi l’opera più brutta dell’artista più insignificante solo per il gusto di spendere dei soldi.
    quanto miseri sono coloro che fanno i moralisti e gli snob in questo pianeta dove ogni cosa è mercato!!!!
    e allora datemi ancora più fiere dove poter dar fondo alla mia ricca stoltezza.
    pertanto i fanatici di Hirst e Cattelan credo non siano in grado nè di proporre nè di criticare, ma bensì dovrebbero avere la decenza del silenzio. che p…e questi acculturati inutili e noiosi!!!!!

  9. Politi nella sua schizofrenia quando gli gira dice cose giuste ma nessuno dimentichi che lo sfascio del sistema italiano a partire dalla fine degli anni ’80 ha avuto nella sua rivista la vetrina privilegiata

  10. …e poi politi con che faccia critica le fiere, proprio lui che fino a qualche anno fa ci propinava la sua improbabile e ridicola Flash Art Fair in albergo.

  11. La richiesta sarà inutile semplicemente perché i galleristi non sono più in grado di reggere i prezzi richiesti, e il mercato non tira più.
    La festa è finita, a lavorare!

  12. per “adgsdg”: evviva le sigle! siccome sono un po’ l’alice della situazione e tanti altarini non li conosco, potresti aiutarmi a scoprirli parlando in maniera meno criptica? chi dirige flash art, se non il direttore politi? grazie di cuore!!!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui