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Mercoledì 28 maggio, quasi un venerdì 17. È andato invenduto l’Achrome (dodici batuffoli di cotone, 1960 circa) di Piero Manzoni, stimato 200-240mila euro, quando invece ci si aspettava una brillante performance, tenuto conto dei recenti explois manzoniani nel mondo. Invenduto anche uno Schifano e un Fontana. Se la cava con una vendita quasi al minimo della stima un Dorazio (34mila) e sotto il minimo un Accardi (18mila). Ma la giornata storta ha coinvolto anche altre opere, sicuramente minori, ma dalla firma eccellente, come una rilegatura di 26 litografie acquerellate intitolata Cats del ’54 di Warhol andata invenduta, e un’altra sua opera, un Vesuvio, serigrafia a colori del 1985, battuta a 48mila, poco sopra la stima minima. Infine, giornataccia anche per una gloria nazionale come Arnulf Rainer con un’opera al nero della serie Tentativi al buio, olio su cartoncino 64,5×94,5 del ’52, stimata 150-180mila e rimasta anch’essa invenduta. (f. v.)
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