17 marzo 2016

Beni, e ricavi, Culturali. Con il cambio dell’Ales si cerca di riportare al pubblico l’incasso della gestione privatizzata di musei e aree archeologiche

 

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L’operazione, sulla carta, è molto semplice: cambia l’amministratore delegato – Mario De Simoni, direttore del Palaexpo di Roma – di Ales Spa, la società partecipata al 100 per cento del Mibact che si occupa di personale e servizi ai Beni Culturali, e si preannuncia il cambio di gestione diretta di bar, ristorazione, vendita di cataloghi e gadget nei musei, e anche biglietterie: tutto quello che era in mano a società private, da anni, come ad esempio Civita, verrà “reintegrato” agli incassi statali.
In che senso? Per ora non si manderà a casa nessuno, ma visto che i contratti hanno scadenze, mano a mano che i termini si esauriranno, potrà essere possibile per il “Pubblico” riprendere in mano questi settori dagli alti incassi: 81 miliardi di euro l’anno. Una boccata d’ossigeno per le magre casse dei Beni Culturali e nazionali, e ora in mano proprio a società private. Dunque, le prossime mosse, saranno un probabile riaffidamento delle sponsorizzazioni e, senza ombra di dubbio, la gestione dei servizi al pubblico, con Ales che cercherà di entrare nelle gare e nelle assegnazioni di strutture all’interno delle aree archeologiche, museali e monumentali.

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