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A curare la mostra di Bernardo Oyarzún (1963) alla prossima biennale di Venezia, dove rappresenterà il Cile, sarà Ticio Escobar.
Il tema? Raccontare della comunità Mapuche, gruppo di abitanti indigeni della regione centrale del Cile e del sud-ovest dell’Argentina. La mostra si intitolerà “Werken”, e l’opera principale sarà una grande installazione di 10 metri per 11 che, al centro della stanza, formerà una scultura dalle forme irregolari, formata da oltre mille e 500 maschere locali, utizzate nelle cerimonie, mentre alle pareti – su led rossi – scorreranno 6mila e 907 cognomi Mapuche. Il lavoro di Oyarzún, che spesso combina elementi antropologici, sociali e storici al fine di presentare una critica della cultura e della società cilena, stavolta si focalizza sulla differenza e sulla scomparsa delle comunità.
Ernesto Ottone, Ministro della Cultura del Cile, ha dichiarato: «Siamo estremamente soddisfatti della decisione presa dalla giuria. Ammiro il lavoro di Oyarzún da molti anni e sono entusiasta di questo progetto. Oyarzún esplora il rapporto tra l’arte contemporanea e le popolazioni indigene, e credo che questo progetto offrirà uno spaccato importante l’argomento».
Nella foto: Bernardo Oyarzún, Eco Sistema, 2005. Photo: Fernando Balmaceda
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