05 giugno 2010

Biennale di Carrara, ecco il logo vincitore del concorso

 

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Il nuovo logo della BiennaleA venti giorni dall’apertura, continuano a definirsi con sempre più precisione i dettagli della Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, che alla quattordicesima edizione, con la direzione di Fabio Cavallucci, pare avviata sulla strada di un deciso salto di qualità e rilancio internazionale.
Ora arriva anche il nuovo logo della rassegna, frutto di un concorso che ha visto la partecipazione di ben 153 progetti, presentati da singoli, gruppi, grafici, designer e artisti provenienti da tutta Italia. Vincitore è risultato Tomas Ghisellini, docente alla Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara, che si è aggiudicato i 5mila euro messi in palio dall’Associazione Amici dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Un progetto scelto “poiché teso a individuare un’immagine logotipo che richiami la storia della Biennale in una capacità di proiezione futura, con caratteristiche di versatilità, come applicazione grafica e tridimensionale, e applicabilità in più forme, tra cui gadgets e oggettistica”, si legge nelle motivazioni della giuria. Segnalati con una menzione d’onore i progetti presentati da Emanuele Zenoni e Paolo Giacomazzi, rispettivamente secondo e terzo classificato.

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www.labiennaledicarrara.it
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[exibart]

14 Commenti

  1. Comunque, la cosa più incredibile sono le motivazioni. Si arrampicano sugli specchi. Se riuscite a capirci qualcosa…Vorrei vedere la faccia di chi le ha scritte!

    “Fascinosamente sposato all’immagine archetipica dell’atto scultoreo quale modellazione fisica di una massa monolitica informe, il logo per la Biennale Internazionale di Scultura di Carrara parte dall’essenza primigenia della creazione artistica: la materia. In un ideale blocco litico, tradotto bidimensionalmente da un’omogenea campitura nera, riaffiora la sostanza della natura sottratta alle ricche pendici che cingono la città; nella forma precisa del quadrato si fissa l’ideale suggestione del blocco di cava, mentre nell’assenza del colore trova nutrimento l’istintuale riduzione di ogni percezione alle categorie antinomiche elementari di pieno o vuoto, materia o spazio, luce od oscurità. L’atto vivificante della creazione artistica regala al “blocco di cava” la coscienza del Demiurgo, l’intenzione del desiderio, consegnandolo d’improvviso alle vicende del tempo: la densa sostanza litica, incisa, bucata, erosa, intagliata e plasmata secondo linee di forza rigorose ed essenziali, diviene in un sol colpo strumento di comunicazione: quasi omaggiando la memoria di antiche e perdute tecniche scultoree, l’assenza di materia disegna le iniziali dell’evento in un acronimo originato dal vuoto. Le apparenti compressioni operate dalle masse residue, che premono sugli spigoli degli scavi inghiottendoli, generano l’impressione di forze occulte imprigionate nel blocco; la distanza tra i vuoti suggerisce la sensazione di un’inerzia instabile e precaria, di un equilibrio formale e corporeo soltanto temporaneo, già pervaso dal germe della metamorfosi. Il rigoroso bianco e nero, che annulla senza esitazione di sorta ogni concessione al decorativismo policromo, fissa nella più minimale delle sintesi grafiche l’energia generatrice della creazione artistica, le “fatiche” tecniche della supremazia sulla materia, le straordinarie vicende fenomeniche e metafisiche dello Spirito.”

  2. ho partecipato anch’io alla gara e come al solito ho perso tempo…..se il vincitore è questo figuriamoci i vinti…….senza offesa per l’autore/i ma ha senso, avrei potuto vincere con un quadrato dicendo che era un monolite.
    Vabbè cercherò di essere sportivo e accetterò il verdetto, ma quando ci sono i soldi in mezzo……w l’Italia e Carrara

  3. Vabbè…..a questo punto devo dire che, per questo logo, le parole della critica dovrebbero visivamente affiancarlo SEMPRE in tutte le applicazioni grafiche in cui verrà utilizzato!Da solo non comunica proprio un bel nulla!!!!
    Senza la “critica” è PERSO!!! Devo fare i miei complimenti a chi ha scritto quella recensione per l’immensa fantasia e capacità di scrivere fiumi di parole senza senso facendole sembrare l’espressione del dono di un illuminato!

  4. Il logo mi sembra convincente, perché molto semplice, sintetico, fortemente caratterizzato e di facile memorizzazione. Non ci si accorge subito che i tagli bianchi sono le lettere che compongono l’acronimo della Biennale (da sinistra, in senso orario, Biennale Internazionale Scultura Carrara), ma quando succede il marchio diventa secondo me ancora più interessante.

  5. salve, a volte l’ immagine è critica, a volte l’ immagine è emozione, a volte l’ immagine non convince…..a me sinceramente l’unica emozione che mi suscita sto logotipo, è incertezza, e sinceramente non mi convince..non ha un richiamo forte, e non è immediata…auguri Carrara

  6. L’individuazione delle lettere è troppo ardua, il bianco e nero è una scelta azzeccata per quanto riguarda le applicazioni. Nel complesso il logo funziona: sembra il tipico labirinto di esposizione. Una possibile pecca può essere l’eccessiva riflessione mentale a cui viene obbligato l’osservatore.

  7. Chi con conosce bene le regole della comunicazione visiva farebbe bene a contare fino a tre prima di elargire inutili sciocchezze: il logo vincitore funziona eccome, ha tutte le caratteristiche giuste per centrare l’obiettivo dell’immediatezza e della riconoscibilità. Non necessariamente un marchio deve richiamare in maniera esplicita o letterale il soggetto referente di cui è espressione; mi dicano, gli arguti commentatori, cosa c’entrano la mela di Apple e lo “swoosh” di nike, rispettivamente, con i computer e le scarpe da tennis! Quanto poi all’attenzione particolare cui l’osservatore sarebbe chiamato, si può dire che questo sia un altro punto di forza: se il simbolo lascia intendere l’esistenza di un sottotesto, si instaura un silenzioso colloquio tra segno grafico e destinatario; questa comunicazione implicita è condizione fondante per la buona “presa” di ogni enunciato visivo.
    Le strategie comunicative dei marchi seguono regole sottili, ma precise e codificate; questo logo, a mio avviso, dimostra di conoscerle appieno e sfruttarle con intelligenza. Io lo avrei formulato diversamente, ma ciò non conta; qui si commenta l’idea di qualcun altro, e mi pare che ci siano gli elementi per riconoscergli un effettivo valore.

  8. Beh, sul fatto che sia un buon progetto grafico avrei comunque qualche cosa da ridire…probabilmente è interessate sotto alcuni aspetti…ma giusto per curiosità provate a salvare l’immagine del logo e a ridurla in dimensione “francobollo”…è vero che non è un vettoriale…ma si capisce subito che non è stato sviluppato tenendo conto di alcuni criteri grafici di base (peraltro ben segnalati sul bando)…già sul sito ufficiale sembra una macchia…probabilmente funzionerà sui cappellini o altro…ma per dare giudizi entusiastici e premiare un progetto bisognerebbe valutarlo a 360°…niente di nuovo…il solito concorso all’italiana.

  9. Anch’io ho partecipato al concorso e sempre con curiosità vado a vedere il Logo vincente.
    Per leggerlo ho impiegato alcuni secondi, poi riguardandolo ho compreso (spero) il pensiero
    dell’autore. Io lo interpreto come un blocco di marmo nel quale sono state “scolpite” le lettere maiuscole o minuscole B,I,S,C.
    Non so se è importante ma tutte le lettere partono a margine della figura, quasi come se,
    motivi stilistici a parte, un ipotetico scultore avesse iniziato a lavorare un blocco di marmo.
    La mia idea era simile ma rappresentata in 3d
    e forse troppo indirizzata al…marmo.
    Comunque complimenti al vincitore.

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