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Alberto Burri e Mario Merz, Daniel Buren e Carlo Alfano, Sol LeWitt, Joseph Kosuth, Andy Warhol, Pistoletto, Fabro, Kounellis, e lo zampino di Lucio Amelio e Graziella Lonardi Buontempo: ecco protagonisti e “sviluppatori” di ieri del tesoro contemporaneo di Capodimonte, che da oggi riapre – grazie alla volontà del direttore Sylvain Bellenger – con nuovi orari (dalle 8.30 alle 19.30) e l’accesso con “artecard”, la tessera che consente di vedere l’arte di oggi congiuntamente a Napoli e Caserta.
«Con questa operazione il Museo prosegue nella sua opera che mette al centro della sua politica il pubblico e la didattica. Ritengo la sezione del contemporaneo una parte strutturale e fondamentale del museo, in dialogo con le altre opere presenti e il parco», ha dichiarato il direttore, mantenendo riserbo sulle prossime novità dei programmi della Reggia.
Tra le novità anche l’arrivo di una nuova opera di Cy Twombly che andrà ad arricchire la collezione permanente e un restyling di tutti gli ambienti che ospitano il contemporaneo e una serie di restauri che permetteranno di vedere sotto nuova luce il Grande Cretto Nero di Alberto Burri, 1978, In ascolto (Stanza dello Spettatore) 2005, di Giulio Paolini e Terra della Pace, 1990-1991, di Luigi Mainolfi. E ancora Onda d’urto, 1987 di Mario Merz, Indizi-opera in situ, 1987-1997 di Daniele Buren, e lo spazio White bands in a black room, ideato e realizzato a Capodimonte nel 2002 da Sol Levitt. E di nuovo bentrovato contemporaneo a Napoli!
In home page: Vesuvius ,1985, Andy Warhol
Sopra: Senza titolo, 1989, Jannis Kounellis














