06 ottobre 2009

Carta vince, carta perde… Al Piccolo Museion di Bolzano si entra con la riffa

 

di

69409Come fanno 24.522 abitanti ad entrare in un cubo? Ce li mettono a Bolzano due giovani artisti, Daniele Ansidei e Alessandro Sambini. Sono gli abitanti del quartiere Don Bosco, dove si trova il Piccolo Museion – Cubo Garutti, divenuto una sorta di project room distaccata del museo bolzanino.
Invitati a produrre un lavoro di arte pubblica per il Cubo, i due decidono di interpellare gli abitanti per la loro scelta, realizzando poi nel cubo tre fra le tante idee suggerite da loro. Fermano le persone per strada, chiedono loro se sanno cosa sia il Cubo e qual è eventualmente la loro opinione a riguardo, e rilevano una volontà spontanea di partecipazione alla progettazione delle cose da mostrare, nonché la necessità di discutere sul concetto di arte.
Nasce così la Grande Riffa al Don Bosco: un sorteggio di tre biglietti da cui usciranno le tre nuove idee per il Cubo. Dalla settimana successiva ogni progetto sarà prodotto ed esposto singolarmente ogni giovedì all’interno del Cubo Garutti, per un periodo variabile a seconda delle specificità degli stessi. Sotto con la cabala, con la smorfia napoletana: è la riffa dell’arte baby…






Mercoledì 7 ottobre 2009 – ore 17.30
Cortile interno via Sassari 17-25 – Bolzano
Info: 04712234 –
info@museion.it
Web: www.museion.it

[exibart]

2 Commenti

  1. La strategia dei due artisti è esattamente quella che è stata di Garutti prima di decidere di fare un sala del museo al centro del quartiere. Come è nella sua strategia,l’arte scende dal piedistallo e va in contro alle esigenze del pubblico in modo “etico e amoroso”(parole di garutti). E sul lavoro di Garutti siamo d’accordo e la cosa è interessante. Ma che poi anche i due artisti facciano la stessa cosa…ho paura che questo chiedere ostinatamente al pubblico sia una strategia buonista per nascondere un vuoto. Forse quel quartiere “periferico” di bolzano non ha bisogno di avere quello che vuole ma quello che vorrebbe rimuovere. Mi sembra che una paese per vecchi stia formando giovani “vecchi”, molto più reazionari e conservatori dei loro padri (in questo caso garutti).

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