22 febbraio 2015

Che l’arte si metta sotto scorta! Ma basterà? A margine della proposta di un gruppo di addetti ai lavori dopo i fatti di Roma

 

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Cancellate, occhi meccanici (leggi telecamere di sorveglianza), puntelli e picchetti di guardie ed esercito a difesa.
Dalle pagine di Repubblica arrivano una serie di proposte di addetti ai lavori, da Antonio Paolucci – direttore dei musei Vaticani – a Francesco Prosperetti, fresco di nomina come Soprintendente del Colosseo, dopo la disavventura della Barcaccia di piazza Navona per colpa degli hooligans olandesi.
Tommaso Giuntella, presidente del Pd Roma, ha proposto di rimettere – per esempio – la cancellata intorno al Pantheon, mentre l’Assessore Giovanna Marinelli, ha subito parlato di un potenziamento della sorveglianza meccanica e con le forze dell’ordine, dando però il suo secco “no ai recinti”. 
In effetti l’effetto “gabbia” deturperebbe (e non poco) i tesori della Capitale. Ma non solo, ricordando anche le politiche dell’ex sindaco di Milano Letizia Moratti, che alcuni anni fa per mettere la parola fine al “degrado” recintò con vere e proprie palizzate di ferro verde giardini e parchetti. Interdendo, spesso, anche l’accesso ai cittadini.
Contrario anche Paolucci, secondo quanto riporta Repubblica: «Quando ero soprintendente a Firenze, nonostante i cittadini l’avessero invocata, mi opposi all’ipotesi di una recinzione per la Loggia dei Lanzi, dove dormivano i senzatetto e c’erano stati danneggiamenti. Misi in campo, invece, un servizio di vigilanza continuo. Che però resta una soluzione costosa». Già, i costi. Ma è meglio “prevenire” uccidendo simbolicamente un monumento con una ringhiera, o farlo prendere a bottigliate da un gruppo di imbecilli, siano cittadini durante una notte di Capodanno (come successo alla Colonna Traiana) o tifosi nazifascisti? 
Il tema è caldo, specie per Roma, e l’educazione e il rispetto, e le giuste punizioni per i vandali, intorno a certe questioni, disegnano un orizzonte ancora lontanissimo. 

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