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Mercoledì sarà il numero 1179. Qualcuno aveva scommesso che non sarebbe mai più tornato in edicola, e invece Charlie Hebdo – forse – sarà la dimostrazione evidente che la fenice esiste, e che dopo le fiamme risorge più forte di prima.
Già, perché dopo i 7 milioni di copie vendute a cavallo dello scorso 14 gennaio, la settimana seguente alla strage di Parigi, i fatti parlando di un numero di abbonanti che non è raddoppiato, ma è aumentato del 2mila e 200 per cento! Da 10mila lettori affezionati prima dei tragici fatti, alle 220mila copie assicurate che ora il giornale dovrà tirare (quando solitamente la stampa era di 30mila esemplari).
La punizione islamica, insomma, ha sortito l’effetto opposto (e come sarebbe potuto essere altrimenti nel regno dei media?), anche se c’è ancora un problema non indifferente, che è quello redazionale: il nuovo direttore, Laurent Sourisseau, in arte Riss, ha chiesto aiuto a tutti, in qualunque modo. Perché? Perché molti dei vignettisti dopo l’attentato sono scappati. Reazione comprensibile eccome, ma peccato, perché non solo il comune di Parigi ha donato la nuova “casa” al giornale, ma Riss ha anche dichiarato che, grazie alla solidarietà economica ricevuta dal mondo intero come “indennizzo” alla strage e per far continuare la vita al giornale, si ripartirà con un capitale stimato di 30 milioni di euro. Mica roba da giornaletti insomma. Vedremo, in tutti i casi, come continuerà la storia.












