23 novembre 2008

Chiudo la galleria o mi espando? Da New York risposte controverse alla crisi…

 

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Larry GagosianRegno del possibile, gli Usa. Lo dice anche Obama. Per cui accade che davanti alla crisi economica, che non accenna a rallentare, anche nel complesso mondo dell’arte ci sia chi soffre, ma anche chi naviga a gonfie vele. Siamo a New York. Fra i primi pare albergare il colosso PaceWildenstein, che ha confermato ufficialmente di aver licenziato diciotto dipendenti, su un totale di 146. La bufera finanziaria, secondo gli osservatori, potrebbe portare complessivamente ad una riduzione della forza-lavoro superiore al 10 percento; e una conferma arriva anche da un altro big, la Matthew Marks Gallery, che annuncia la rinuncia a quattro dei suoi 24 addetti. E ci sono notizie “di corridoio” che danno in grosse difficoltà importanti gallerie come Rivington Arms e Roebling Hall. Ma non mancano, come si diceva, le notizie in controtendenza: protagonista – e non c’è da stupirsi – il solito Larry Gagosian, che ha appena ampliato la sua galleria di 980 Madison Avenue, andando ad occupare anche il quarto piano dell’edificio in cui già era al quinto e sesto. E non mancano poi le nuove aperture: a pochi “blocks” da Gagosian – 1010 Madison Avenue at 78th Street – debutto per il gallerista belga Christophe Van de Weghe, con personale di Jean-Michel Basquiat, mentre ci si sposta a Chelsea – 527 West 29th Street – per il nuovo spazio di Fred Torres, da tempo socio di David LaChapelle, al via con una mostra di Alessandro Twombly.

[exibart]

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