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Una giornata senza notizie. Buio sull’informazione. Perché è questa la china che si imboccherebbe, se passassero le norme ammazza-cultura contenute nella legge finanziaria all’esame del Parlamento, che ovviamente pregiudicherebbero anche la vita dell’editoria di settore.
Per questo anche Exibart aderisce alla mobilitazione nazionale promossa da Federculture e ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), con il sostegno del FAI (Fondo Ambiente Italiano), una giornata – venerdì 12 novembre – che prevede la chiusura dei siti culturali (musei, biblioteche, siti archeologici, monumenti, sedi espositive) e la sospensione di eventi e spettacoli al fine di richiamare l’attenzione dei cittadini e della stampa.
Nel mirino ci sono le disposizioni riguardanti le riduzioni e i tagli previsti nella manovra finanziaria, norme “assolutamente lesive dell’autonomia degli enti locali e delle regioni nell’ambito delle politiche culturali che stanno determinando conseguenze disastrose nel nostro Paese: basti pensare alla previsione relativa alla riduzione dell’80% delle spese per l’organizzazione di mostre rispetto al 2009, che porterà alla paralisi totale del sistema cultura e alla chiusura di numerose eccellenze e aziende culturali, o alla soppressione delle spese per le sponsorizzazioni, che annullerà quanto di buono fatto in questi anni dalle associazioni culturali e di promozione sociale nel settore della cultura”.
Qualche spiraglio intanto si intravede, forse un piccolo successo “preventivo” della mobilitazione, che tuttavia sprona i promotori ad andare avanti: il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha incontrato Anci e Federculture, impegnandosi a sospendere per un anno, nell’ambito del decreto “milleproroghe”, l’applicazione di quelle norme contestate. E l’apertura del Governo ha portato anche ad un risultato concreto: la sospensione della chiusura dei musei civici di Roma annunciata dall’assessore alla Cultura Umberto Croppi, che pertanto rimarranno regolarmente aperti. Aperto anche il Maxxi, i cui dipendenti non aderiscono all’agitazione. Resta in piedi comunque anche nella Capitale l’adesione alla proposta di Federcultura e Anci, “che si espliciterà con un’assemblea-conferenza che si terrà all’Auditorium dell’Ara Pacis, durante la quale agli operatori del settore verrà dato conto di ciò che sta avvenendo in Italia”.
link correlati
www.federculture.it
[exibart]












Insomma,lo sciopero dei burocrati del bello. E’ proprio vero, c’è una certa differenza tra gli uomini di cultura e i funzionari culturali.
Esistono delle nazioni che basano gran parte della loro economia sulla cultura,altre che valorizzano al massimo
ogni piccolo reperto archeologico che trovano……….e noi?
Noi tagliamo al massimo!!!!!!!!!!!! che vergogna!
spero tantissimo ci sia un’ampia adesione, affinché venga alla luce quanto stiano svilendo il nostro patrimonio culturale con i tagli scriterati di questo governo incapace di capire l’importanza che ricopre la cultura
La cultura, una fragilissima e impalpabile cosa è diventata adesso un modo per far soldi, addirittura da sfruttare per costruirci un’economia, come la siderurgia di un tempo. E i macrò dell’arte e del bello sono oggi sgomenti quando quell’economia non funziona più.
Altro che tagli alla cultura. Aboliamo tutte le sopraintendenze alle belle arti, che sono enti inutili che brillano di burocrazia, inefficienza e sprechi.
Ma dei tagli agli stipendi dei lavoratori dipendenti, che non arrivano in fondo al mese, nessuno se ne occupa? Siamo solo a difendere una cultura ingessata, parassita, gestita male proprio da coloro che oggi fanno lo sciopero.
Prima sperperno i soldi pubblici e poi hanno il coraggio di chiedere altri soldi. Si va bene in Italia!
I burocrati dell’arte andavano sbattuti fuori ben prima della crisi.
I funzionari della cultura sono come l’immondizia di Napoli. Non si sa come smaltirli.
abche exibart prende finanziamenti? non lo sapevo
E poi, con questi chiari di Luna futuristi, con le simpatie vibranti anche a sinistra per i neo-marinettiani, bisogna realizzare tutti i punti del celebre Manifesto, anche quello finale: “Noi vogliamo liberare l’Italia dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri”. Altro che tagli, bisogna pagare squadre di distruttori!
Boicottiamo questa buffonata di sciopero. E’ una vera presa dei fondelli- Chi ha affossato la cultura in Italia? Sono gli stessi burocrati raccomandati, figli di papà, che imperversano, come ratti nelle istituzioni culturali pubbliche. Veri centri di potere, di fannulloni, dedti agli sprechi e buoni a nulla. Adesso fanno pure sciopero. Non hanno nessun pudore. E’ una vergogna! Non avranno mai la soliedarietà di tutti i lavoratori italiani. Se ne devono andare. Largo ai giovani meritevoli e responsabili.
Tutti i giornali, anche quelli letti da tre gatti, ricevono lauti finanziamenti pubblici. Povera Italia.
Se consultiamo gli stanziamenti alla cultura in Italia, saremmo tutti ricchi. Lo Stato,i Comuni, le Provincie e vari enti preposti alla diffusione della cultura spendono e spandano soldi pubblici. L’Italia è tra le Nazioni Europee dove si spende molto per la cultura e poco per acculturale la popolazione. Solo 4 milioni di italiani leggono i libri. Questo dato dovrebbe far riflettere coloro che gestiscono la cultua.
cultura arte tecnica sapienza scienza sapienzalità teatrale e giornalistica etc.
è il cosidetto settore finanziario del terziario avanzato possibile che non lo capiscano che siamo indietro anni luce rispetto a molti altri paesi!è il nostro futuro, non lasciamocelo ipotecare da ipocrisie e false manovre d’aggiornamento. e poi dobbiamo inventare il quaternario per vivire meglio in tutto il mondo.
petrolio e nucleare ne avranno per si e no 150 anni e poi. dobbiamo noi stessi prepararci a questo ritorno all’antico col sole e il vento e forse il mare che ci forniranno le energie sufficienti per mandare avanti un sistema che sarà sicuramente di austerità.
“Se consultiamo gli stanziamenti alla cultura in Italia, saremmo tutti ricchi”, “..vari enti preposti alla diffusione della cultura spendono e spandano soldi pubblici”: Oreste di roma (sic), proprio lei dovrebbe spendere un po’ di più per la sua cultura, magari imparerebbe a scrivere meglio.
Oh, quante maestrine dalla penna rossa! E’ questa la cultura che idolatrano.Attente a un’elisione ma incapaci di capire e raccontare il mondo se non per luoghi comuni. E vorrebbero per legge degli eterni finanziamenti pubblici, tutti costretti a tirar fuori i soldi per i loro idoletti.
rc, ma dove vive su Marte? Non è solo un problema di soldi, ma di buona gestione della cultura.
bravo Francesco Miozzi! lei sì che ha studiato, si merita un bel.. 7+!
PROMUOVERE LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA COME STRUMENTO PER LA DIFESA PER LA PACE ! PER COMBATTERE IL CINISMO SOCIALE L IMORALITA POLITICA IL DEGRADO CULTURALE . CI DICONO CHE LA “STORIA E FINITA” NOI OGGI SIAMO I TESTIMONI DI UNA AGGRESSIVA RIORGANIZZAZIONE DEI EQUILIBRI MONDIALI -VIVIAMO L ATTACCO ALLO STATO SOCIALE ALLE CONQUISTE IL TOTALITARISMO CULTURALE E LE NUOVE GUERRE. NON POSSIAMO RESTARE RINCHIUSI NEL NOSTRO PICCOLO MONDO DA SEMPLICI OSSERVATORI DELLE QUESTIONI CHE INFLUENZANO LA NOSTRA QUOTIDIANITA! CATERINA GIANNAKI