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Agli artisti ha pensato una delle più antiche istituzioni italiane per la promozione dell’arte: Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Alle aziende dove collocarli ci ha invece pensato Confindustria Veneto. Che cosa ne è venuto fuori? Il risultato sarà in mostra a Palazzetto Tito da domani (opening), e promette già dal titolo di svelare qualcosa di particolare: “Alchimie. Opere nell’incontro tra Impresa e Arte”.
Martino Genchi, Maria Morganti, Agne Raceviciute, Maria Teresa Sartori e Michele Spanghero hanno cooperato insieme alle ditte Berto’s spa (Tribano, Padova), Carraro Tito & figli srl (Mirano, Venezia), EGAP srl,
(Rosa, Vicenza), Favini srl (Rossano Veneto, Vicenza), Lunardelli est. 1967 srl (Fossalta di
Piave, Venezia) e O.C.S. Officine Costruzioni Speciali spa (Albignasego, Padova), in un progetto che ha come obiettivo condiviso da tutti gli attori quello di ridisegnare una nuova metodologia di interazione tra le arti appunto – quella visiva e quella manifatturiera – come “modalita operativa riproponibile”, ovvero quell’approccio che tante volte si rimarca ma che all’atto pratico viene a cadere: creare collaborazioni reciprocamente vantaggiose per imprese, artisti e Istituzioni culturali, stimolando partnership e fondendo know-how proprio in modalità quasi alchemica.
I passaggi? Ovviamente si è partiti dall’ideazione di un progetto legato agli spazi produttivi con cui gli artisti sono entranti in contatto, e poi realizzato con l’aiuto e la professionalita delle imprese che li hanno ospitati.
Una mostra, dunque, per ripercorrere la magia e che avrà anche un diario di bordo su quello che già è stato fatto e sulle future interazioni tra questi due campi, in realtà mai troppo disgiunti nel profondo.
In home page: Maria Morganti, Una linea del tempo, (dal 14 settembre al 25 settembre 2015), Progetto in collaborazione con Favini srl
Sopra: Michele Spanghero, Tuned volume, Progetto in collaborazione con Lunardelli est 1967 srl, 2015-16




















