02 marzo 2016

Cinquecento giovani di troppo? Polemica sindacale per l’assunzione dei laureati “umanistici” secondo la legge di stabilità

 

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Vi ricordate della formazione dei 500 giovani “per la cultura” messa in piedi dal Mibact sotto la direzione dell’ex Ministro Massimo Bray? Era contenuto nell’articolo 2 del Decreto “Valore cultura” del 2013 e prevedeva la formazione di 500 giovani laureati, under 29 anni, nei settori della comunicazione, e della valorizzazione, del patrimonio culturale. 
12 mesi di attività di inventariazione e digitalizzazione, negli Istituti e luoghi della cultura statali presenti in Italia. 
Benissimo, se non per le solite questioni legate ai pagamenti irrisori e affini, finché ora pare – secondo quanto riportano i sindacati CONFSAL-UNSA del coordinamento nazionale dei Beni Culturali, che con il nuovo bando di concorso per l’assunzione di 500 dipendenti a tempo indeterminato ai sensi della Legge di stabilità 2016 per le esigenze funzionali del Ministero i precedenti 500 giovani potranno essere rottamati dopo l’anno di formazione. “È questa la fatica per i giovani del governo Renzi? Perché non coprire i 500 posti con coloro che hanno già superato le procedure
producendo titoli e sostenendo esami e che hanno acquisito, in più, le competenze del periodo formativo?”, si legge nella lettera. Qual è la soluzione?

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