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Il videoclip musicale era proprio l’ultima parola che mancava a questo discorso iniziato giusto due anni fa con Glima, il primo video dei Masbedo musicato dai Marlene Kunzt. “Il nostro bassista Lagash – spiega il cantante Cristiano Godano durante la presentazione di oggi al Torino Film Festival con la proiezione dei quattro filmati realizzati dal duo di artisti – è stata la persona che ci ha fatti conoscere e le affinità reciproche ci hanno convinto a partecipare a quel progetto artistico”.
Così ora è arrivato il turno dei musicisti di chiedere una realizzazione visiva ai Masbedo in occasione dell’uscita del loro nuovo album Ricoveri virtuali e sexy solitudini. “Ma non si è trattato di un do ut des – precisa Godano – quanto piuttosto di un percorso che in questo modo ha raggiunto il suo completamento”.
Condivide Iacopo, l’altra metà del duo, che sottolinea la loro “non educata partecipazione a questo lavoro” a favore, invece, di una ben più profonda “condivisione di intenti”. In effetti i quattro video realizzati per gli altrettanti singoli che saranno tutti visibili in rotazione su Mtv (il primo sarà quello della canzone Paolo anima salva) sembrano confermare il loro essere diventati un tutt’uno con la rock band di Cuneo, pur con delle derive evidenti in senso commerciale. È il caso proprio del video legato al già citato singolo Paolo anima salva, in cui il discorso prettamente artistico dei Masbedo sembra vacillare nella resa visiva troppo didascalica del testo della canzone, dove si vedono varie umanità (un nano, un militare, una ballerina, ecc.) sfilare consapevolmente davanti all’occhio della telecamera.
Fortunatamente il duo rientra sui binari della propria poetica negli altri lavori, raggiungendo il culmine nell’interpretazione del singolo Io e me, con un’atmosfera e un pathos drammatico in linea con la ritmica aggressiva e violenta del brano che esalta il valore positivo di una solitudine costruttiva. In Piacere speciale e Vivo sono invece dichiarate e volute le citazioni a Jim Jarmusch nella fotografia sfocata e abbacinante del primo e al film Lo Scafandro e la Farfalla di Julian Schnabel nell’immagine del protagonista disteso per terra, con i palloncini neri appesi agli arti, per quanto riguarda il secondo filmato. Felice la scelta di realizzare non uno ma quattro video legati da un filo conduttore (l’ambientazione in Islanda per raccontare il viaggio esistenziale di un uomo, impersonato dall’attore islandese Throstur Leo Gunnarsson, attraverso un mondo inospitale e incompresibile) per questa sorta di concept album dei Marlene Kuntz, dove i temi chiave sono internet e la solitudine. (claudia giraud)
[exibart]












potevate mettera una foto più aggiornata magari, questa è al massimo del 2004 con la presenza di Dan Solo (basso), che non è neanche il penultimo tra l’altro…