28 dicembre 2008

“Concorso da rifare”. Ricorso al Tar contro il Museo del contemporaneo di Libeskind

 

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Nel cassetto il Museo di Libeskind?
Un atto sostanzialmente obbligato, trattandosi di un’opera pubblica finanziata con quaranta milioni di euro che, comunque, sarebbero entrate nelle casse del Comune di Milano”. Così Daniela Volpi, presidente dell’ordine degli architetti milanesi, motiva il ricorso che i professionisti hanno presentato al Tar contro la delibera di approvazione degli interventi relativi all’area dell’ex Fiera di Milano (Citylife), che prevedeva fra l’altro l’incarico all’archistar Daniel Libeskind per il Museo del design (che sarebbe il vero Museo d’arte contemporanea meneghino, sostengono molti). Un ricorso che in particolare si concentra su quei passaggi della convenzione che prevedono l’affidamento della progettazione dell’edificio senza procedura di gara. Contravvenendo, si sostiene, le norme che regolano la professione e che impongono affidamenti come questo tramite una “procedura di evidenza pubblica”. Ora ripartirà il confronto, cavilli procedurali, eccezioni metodologiche, Consiglio di Stato, tutto motivato e a suo modo giusto e inevitabile. Ma il risultato? Senza entrare nel merito, il rischio è che Milano veda allontanarsi di nuovo un’opera che l’avrebbe finalmente – a livello di strutture museali – messa in Europa…

[exibart]

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