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Non siamo certo noi di quelli a cui piace rimestare nel torbido, o “cavalcare” le notizie per il solo fatto che l’attualità e l’aspettativa dei lettori le rendono “forti”. Ma in certi casi non si può resistere: e qui ci tocca consigliare al ministro Bondi ed ai suoi funzionari di cominciare a prendere in considerazione l’ipotesi di assoldare una fattucchiera, o – più religiosamente corretto – un esorcista.
Accade che a Pompei, già pochi giorni fa vittima del crollo del soffitto – posticcio – della Schola Armaturarum, un nuovo cedimento è avvenuto questa mattina all’interno della Casa del Moralista, in un tratto di mura di cinta in tufo e calcare già crollato nel corso dei bombardamenti dell’aviazione statunitense nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1943 e completamente rifatto all’indomani della guerra.
“Occorre circostanziare con prudenza l’accaduto – ha dichiarato Bondi – ed evitare ogni inutile allarmismo. La situazione a Pompei è continuamente monitorata dai tecnici della Soprintendenza, con i quali sono in costante contatto avendo ricevuto ogni rassicurazione su quanto avvenuto: il cedimento non ha riguardato né coinvolto alcun manufatto di rilievo o di pregio storico, artistico o archeologico”.
Siamo certi – qualora fosse necessario ribadirlo – che le responsabilità dirette di questo ministero sulla situazione di Pompei e di tanti altri siti italiani siano relative, e comunque da condividere con molti dei precedenti ospiti al San Michele. Ma di questo passo – responsabilità oggettiva o fato avverso che sia – da qui al 14 dicembre c’è da aspettarsi il crollo del Colosseo, e della Torre di Pisa… (marianna agliottone)
[exibart]












I tecnici della soprintendenza dovrebbero controllare gli edifici di Pompei. Ma quanto mai? Crollano senza che nessuno se ne accorga.
Forse bisognerebbe controllare i fannulloni di queste istituzioni di memoria borbonica, che non servono a nulla, se non a far salotto.
il finale apocalittico sul crollo della torre di Pisa poteva anche essere risparmiato però…