10 marzo 2016

Cronaca di un delitto, e non solo, annunciato: Amos Gitai al MAXXI, a raccontare la crisi della società israeliana di oggi

 

di

Inizia oggi il percorso del Museo delle Arti del XXI secolo di Roma per Amos Gitai, regista, sceneggiatore, attore e architetto israeliano, premiato anche al Festival di Cannes per il suo film Free Zone nel 2005. 
“Chronicle of an assassination foretold”, fino al prossimo 5 giugno, metterà in scena una serie di mostre nella mostra, partendo dal film Rabin, the last day (foto sopra): non solo un omaggio al grande uomo di pace, ma anche il tentativo di ritrarre la crisi della società israeliana di oggi. Cinque proiezioni, fotografie, tracce sonore e una installazione pensata dal regista proprio per gli spazi del MAXXI, a cui si assocerà anche la proiezione di Kippur, documento del 1973 realizzato in presa diretta dal regista, a bordo di un elicottero israeliano con sette uomini che stava sorvolando la Siria per recuperare un pilota abbattuto, che venne colpito da un missile: un film “che ti immerge nella violenza e nella agonia ma che ti lascia anche con una curiosa sensazione di distacco”, è stata la definizione del New York Times. 
Una rassegna che continua l’impegno del museo come “palcoscenico” della geografia contemporanea, e che in questo caso non prescinde da una delle più profonde fratture politiche e sociali del nostro tempo, quella di quella striscia celeberrima e insaguinata.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui