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Le abbiamo viste tutte, dalle più famose – cantanti e piloti di F1 -, alle più improbabili: politici, magistrati, secondini, avvocati, giornalisti. Poteva mancare la squadra nazionale di calcio degli architetti? Ci hanno pensato Stefano Boeri e la redazione della rivista-bibbia Domus, che ha lanciato la selezione, anticipando la presenza di alcuni outsider stranieri. I futuri architetti-calciatori saranno selezionati sulla base di precise caratteristiche, fra cui “visione topografica dei flussi di gioco, predisposizione al virtuosismo calcistico, decente livello atletico, rappresentatività comprovata nel contesto dell’architettura“. Molte già le adesioni spontanee, fra cui – sezione “oriundi” – quella di Jacques Herzog , che pare possa vantare straordinarie qualità calcistiche. Intanto si discute sulla scelta dell’allenatore, anche se il borsino di questo particolare “calcio-mercato” dà per certo l’ingaggio dell’americano Peter Eisenman. Mentre altre nazionali di categoria si sono già rese disponibili a disputare partite a scopo benefico, l’esordio potrebbe avvenire nei primi mesi del 2007 allo stadio milanese di San Siro, con la Squadra Nazionale Scrittori.
Le candidature dovranno pervenire entro il 25.11.06 all’indirizzo nazionalearchitetti@domusweb.it
Gli esiti verranno comunicati su Domus di gennaio
Info: 3487490462 – cristina.pizzorno@danaecom.com
[exibart]












purtroppo non li hanno fatti giocare da piccoli, poi si riducono così quando hanno la prostata ormai deformata…
Perchè non lanciare la nazionale di calcio artisti arti figurative..
Exibart potrebbe lanciare le adesioni..
io sono un ottimo terzino sinistro.. ho giocato anche a livelli professionistici..
magari chiedere ad Andrea Mastrovito.. e come allenatore un critico d’arte.. potrebbe essere Luca Beatrice, data la sua fama di tifoso sfegatato della Juve.
vediamo..
Anni fa si fece un tentativo di creare una nazionale dell’arte, ma non si andò oltre l’ambito cittadino, c’erano squadre a Torino, la più organizzata, Bologna, Milano, Roma….ma non si realizzò nulla di unitario, nell’arte italiana le divisioni regnano sovrane anche quando si tratta di giocare a pallone