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Pare che cinquanta, stando alle ultime cronache, sia un numero molto inferiore rispetto agli arrestati, in questi ultimi giorni, dal governo cubano per evitare disordini durante la storica visita di Obama.
E oltre alle tante “Donne in bianco”, mogli di ex prigionieri politici che ogni domenica protestano a Cuba, a finire in carcere un’altra volta, la seconda dopo i dieci mesi di fermo a causa della performance in cui su due maiali aveva scritto con uno spray Raul e Fidel, è stato l’artista dissidente Danilo “El Sexto” Maldonado.
Berta Soler, leader delle “Damas en blanco”, ha riportato che l’unica colpa della “protesta”, stavolta, era dare un chiaro segnale di democrazia, un messaggio di sostegno al popolo cubano, e ha anche chiesto ufficialmente di liberare tutti i nuovi detenuti della politica presi in queste ore. E intanto le polemiche non si placano, e nemmeno le domande: davvero tutto questo potrà passare inosservato? E come si giustificherà la nuova carcerazione di Maldonando, dopo il suo vecchio rilascio, “permesso” che è stato accordato anche ad un’altra dissidente – Tania Bruguera – a cui le autorità dell’isola hanno restituito il passaporto lo scorso agosto, dopo otto mesi?




















