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La Puglia “del dialogo e della cooperazione” – dalle parole dell’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli – vuole così riaccendere quella presenza ebraica che ha le più antiche tracce in Italia proprio qui, ribadendo anche la funzione simbolico-politica che questa iniziativa ha, “in tempi di oscurantismo, che ripropongono discriminazioni razziste, proponendo una riflessione sulla condizione umana, sui popoli, sulle religioni…”.
Dal 6 al 10 settembre, con ingresso gratuito ed un’immagine “contemporanea” grazie anche al concept grafico di uno dei più innovativi designer della scena internazionale, l’israeliano Yossi Lemel, dibattiti, approfondimenti, musica, teatro, mostre, coinvolgeranno Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto, San Nicadro Garganico, Trani: comunità tra le più antiche della diaspora, se è vero che l’Imperatore Tito, all’indomani dell’abbattimento del secondo Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., vi deportò i primi 8 mila ebrei poi raggiunti da altri, a formare comunità vitalissime, cancellate totalmente tra il 1510 ed il 541 da tutte le terre dominate dagli spagnoli.
La Puglia si era già dimostrata sensibile sponsorizzando il “Treno della memoria”, ma quest’ultima iniziativa rivela un piglio più moderno, non vuole essere solo triste rievocazione dell’”industria dello sterminio”, che portò nei lager migliaia di famiglie ebree (molte, peraltro, scamparono al massacro grazie alla sensibilità della comunità di Nardò), ma volontà dell’amministrazione regionale di una “re-inseminazione” dell’ebraismo in Puglia. È per questo che gli eventi toccheranno anche settori insoliti come quello della gastronomia, evidenziando usi e costumi ed culminando in dibattiti di alto spessore e un programma di pièces teatrali curato da Gioele Dix. Il Rabbino Roberto Della Rocca ha suggestivamente figurato un’emblematica immagine per sottolineare la forza della cultura ebraica: a sud, nel tempio di Gerusalemme, era posto il candelabro a 7 bracci, simbolo di intelligenza, di luce, energia, con l’olio sempre acceso; l’olio, appunto, l’unico liquido che non si mischia mai, che viene sempre a galla: “questa è la storia del nostro ritorno”. Quindi, in questo progetto, trascendenza e valori umani si mescolano, contro ogni forma di fanatismo e pregiudizio – l’ha sottolineato nella coinvolgente conferenza stampa il presidente dell’UCEI, Renzo Gattegna – rimarcando quel patto tra la Puglia ed il Mediterraneo, a favore del meticciato culturale: 800 Km di costa ne hanno fatto sedimentazione millenaria quale posto dedito all’accoglienza. (Giusy Caroppo)
link correlati
www.festivaldellaculturaebraicainpuglia.it
[exibart]











