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“We are under attack”. Si fanno addirittura apocalittici, i toni che il napoletano Museo Madre adotta per denunciare la nota grave situazione economica in cui versa. Iscrivendosi al frequentatissimo – e per certi versi comodo – “partito” dei tartassati dai tagli alla cultura, senza però aver a tutt’oggi smentito ufficialmente le notizie pubblicate anche da Exibart, che lo vedono destinatario per il 2010 di 20 milioni di euro. Non così tartassato, dunque…
L’allarme di cui sopra compare sul website del museo, in testa a una pagina che invia a un appello per la salvaguardia del museo, una petizione promossa da un gruppo di artisti italiani preoccupati per le sorti del museo, “da mesi costretto a preoccuparsi più di bollette, fatture, stipendi non pagati e tagli dei fondi regionali che di mostre e attività culturali”.
E le risposte non sono tardate ad arrivare: all’appello hanno già aderito 200 personalità della cultura internazionale, artisti come Jeff Koons, Richard Serra e Damien Hirst, i registi Bernardo Bertolucci, Mario Martone e Robert Wilson, attori come Scarlett Johanson, Roberto Benigni, Valeria Golino e Toni Servillo. E ancora scrittori, come Salman Rushdie, Alessandro Baricco e Andrea Camilleri, musicisti come Lou Reed, Brian Eno e Lucio Dalla, filosofi quali Massimo Cacciari, Roberto Esposito e Arthur Danto. E infine personalità dell’economia quali Luca Cordero di Montezemolo e Mark Getty. (marianna agliottone)
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Niente soldi, al Madre orari ridotti. Un povero museo da 20 milioni di euro…
[exibart]












Piangi e …fotti ! Mai motto napoletano fu più azzeccato !
Sarebbe l’ora che tutti questi depositari della cultura italica e internazionale, tirassero fuori i soldi per risanare un carrozzone come il Madre. Oggi lo Stato italiano non può più permettersi di provvedere alla gestione di musei e gallerie pubbliche, nate come funghi sul territorio italiano. Il museo Madre per i napoletani è un “alieno”, una macchina mangiasoldi. Chi paga sono sempre i soliti contribuenti. Gli artisti ricchi e famosi cosa aspettano a vendere qualche opera e il ricavato cederlo al Madre? Facciamo pagare i debiti ai cosiddetti grandi “artisti” milionari.
Quando il direttore e il curatore del Madre erano ben protetti alle spalle dal loro amico presidente di Regione, ne hanno fatte di cotte e di crude, con scelte di programmazione francamente discutibili, facendo atterrare a Napoli artisti che non hanno mosso neanche il dito mignolo per entrare in relazione con la città.
Gli artisti italiani e in particolare i napoletani sono stati trattati come persone di serie B per tanti anni, fra le poche eccezioni c’è stato l’altro amico di famiglia Paladino.
Per non parlare del rapporto con le gallerie Napoletane (quelle si che si giocano il tutto per tutto ogni giorno e non hanno santi in paradiso se non la loro bravura, che gli permette di restare all’attivo in un territorio così difficile), che è stato sempre all’insegna della rottura a tutti i costi, forse per sanare un senso di inferiorità e di ghettizzazione subito dal direttore prima di diventare direttore.
E adesso si pretenderebbe l’aiuto di tutti per salvare il Madre… Secondo me il Madre deve farcela da solo.
Se in questi anni di attività ha costruito validi ponti saranno questi ultimi che salveranno la struttura, se invece è stato costruito solo risentimento allora questo distruggerà il museo, al di là degli appelli che sempre vengono firmati da chi ha mangiato, nell’illuisione di poter continuare a mangiare, e da quelli totalmente ignari di quanto sia stato lontano il Madre dalla Città.
IL VERO SCANDALO DEL MADRE – E’ CHE IN MENO DI QUATTRO ANNI SONO STATI SPESI PIU’ DI 61 MILIONI DI EURO. ALLA FACCIA DEI SACRIFICI DEI CITTADINI. UN MANGIA MANGIA DI PERSONE SENZA UN MINIMO RITEGNO E RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA. E’ QUESTI SAREBBERO I TUTORI DELLA NUOVA ARTE? ANZI, L’ARTE DI SPERPERARE DENARO PUBBLICO. COME SIAMO CADUTI IN BASSO!
Sto Paladin- Paladino si trova dappertutto, è come il prezzemolo di Sorrento…
Questi “intellettuali” o salvatori del Madre, invece di firmare per la sopravvivenza di questo Carrozzone, farebbero cosa utile a raccogliere le firme per chiuderlo. Se proprio lo vogliono se lo paganano con le proprie tasche. Cosa estremamente difficile.
Sempre e solo in Italia accadono cose di questo tipo:la cultura e il rispetto e l’amore per l’arte qui da noi e’ indecorosa!