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Qual è? Ma che domande… è quella di essere una fiera d’arte in cui lo iato tra visitatori professionali (leggasi: collezionisti) e visitatori leisure (leggasi: scolaresche, comitive in gita e allegre famigliole con carrozzina) è assai più profondo che altrove.
Questa immagine qui sopra, scattata in un normale venerdì di fiera, la dice assai lunga. Il gesto di fare una foto con il cellulare è secondo in classifica soltanto al vizietto tutto spagnolo di maneggiare le opere. “Se avessi messo una tariffa di 50 centesimi a fotografia sarei ricco”, dichiarano alcuni galleristi.
Che diventano un po’ meno scherzosi quando si passa a parlare delle opere maneggiate dai turisti dell’arte che transitano nella fiera più visitata del mondo. Diamo uno sguardo alle italiane: è venerdì e PaciArte già conta un’opera frantumata; le palle da tennis di Maddalena Fragnito sono il passatempo di molti bambini nello stand di Perugi; da Vistamare non si fa in tempo a star dietro alle dita sulle sculture di Ettore Spalletti. E a tal riguardo da Trisorio hanno un aneddoto: “qualche anno fa – racconta Lucia Trisorio – una ragazza scrisse il proprio nome su una scultura di Spalletti, come si fa sui lunotti appannati delle auto…”.
[exibart]












Questi spagnoli si fanno sempre riconoscere… uhauhauha ;D)))
Se fossi un gallerista neanche se mi dessero lo stand gratis ci andrei…
ma tantissime opere vengono fatte e pensate apposta per essere fotografate, ‘se faccio questo’lo fotograferanno tutti…