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Di lui si era parlato in occasione dell’ultima Biennale di Venezia, per l’opera Lavorare è sacrificio, un postino che giaceva morto a terra, schiantato dallo stress di consegnare gli inviti e le lettere per l’evento artistico.
Ora Alessandro Acerra torna a far parlare di sé per un episodio di censura, in occasione della rassegna Arte Accessibile Milano, nell’ambito della quale esponeva una sua opera nel cortile della sede del Sole24. Un uomo “travolto e sopraffatto dalle notizie”, anzi proprio dai giornali…
[exibart]












Mi sembra una brutta copia di Cattelan già brutto di per sé. E’ vero che l’artista oggi è al fianco di filosofi e scienziati, e che dovrebbe, tramite fantasia e immaginazione, indicare progetti etici estetici per l’ambiente, per i rapporti sociali, per la politica intesa come interesse per la “polis”, ma mi sembra proprio riduttiva e banale l’opera presentata. Anche ai curatori manca immaginazione e fantasia.