29 marzo 2010

Da Milano: chiude la fiera, ecco gli acquisti degli Amici di Miart

 

di

Alice Cattaneo - Untitled
Chiude con il risultato di circa 37mila visitatori, in linea con lo scorso anno, la quindicesima edizione di MiArt. E prima della chiusura arrivano gli ultimi attesi responsi, come le opere acquisite, per un totale di oltre 200mila euro, dal fondo acquisti Amici di Miart, segnalate dal Comitato Scientifico composto da Massimiliano Gioni e Giorgio Verzotti. Si tratta di dodici lavori di artisti contemporanei italiani e stranieri, affermati ed emergenti, acquisiti “per esporli in luoghi di pubblica fruizione della città di Milano”.
Si va da Stefano Arienti, Marilyn, a Vanessa Beecroft, Untitled, Simone Berti, Senza titolo, Alice Cattaneo, Untitled, Flavio Favelli, Composizione lettiga superiore, Mark Lekey, The March of the Big White Barbarians, Adriano Nasuti-Wood, verità n. 19, Diego Perrone, Senza titolo, Alessandro Pessoli, Crocifissione del Carnevale (la vittoria) e Famiglia del camino, Markus Schinwald, Andrej, Grazia Varisco, Variabile HG su AL.
Anche il Premio Rotary Club Milano Brera ha valorizzato due artisti presenti a Miart: alle opere fotografiche Liquidamber del ventisettenne Michele Guido, e Floating Leaves. Superba St., Venice, CA del trentacinquenne americano Claude Collins – Stracensky, è stato infatti assegnato un premio acquisto complessivo di 8mila euro. Componenti della giuria la direttrice dello spazio Hangar Bicocca Chiara Bertola, la docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Brera Laura Cherubini e il Presidente designato del Rotary Club Milano Brera Christian Marinotti. Le opere acquistate da entrambe le associazioni saranno donate al futuro Museo d’Arte Contemporanea di Milano, in progetto nell’area Citylife.
Fissato infine l’appuntamento con la prossima edizione di MiArt, la sedicesima, che si terrà dall’8 all’11 aprile 2011.

[exibart]

12 Commenti

  1. 37.000 ..ma dove??
    gli acquisti ? cioè il contentino alle gallerie…le commissioni di solito sono molto piu ampie… e che dire dei collezionisti stranieri .. i soliti.. che sono andati prima a torino poi a bergamo… ??? edizione da cancellare.

  2. Quando gli acquisti ( per me contestabili) li faceva Sgarbi, grandi polveroni.
    Quando li fanno questi tutto bene?
    Questi artisti avevano tanto bisogno di essere acquistati?
    Iniziare magari ad acquistare “roba bella” o coraggiosa indipendentemente dalle gallerie di riferimento?
    Qualcuno di questi ha mai visto dal vero un dipinto di Marco Luzi ad esempio?

  3. Questa ultima edizione di miart ha espresso appieno questo momento di tristezza e stagnazione. Quello che sento mancare è una critica culturale lucida che possa indicare la via meno stretta, più luminosa, più costruttiva. L’arte è viva anche quando sembra morta. Milovan Farronato , chiamato a dirigere gli incontri dai titoli latini, non è la guida più appropriata. Milovan ha una scala valoriale ed estetica conformata al sistema che sta andando a picco. Si perpetua un linea glamour-feticcio per la quale sembra fare la differenza il numero di residenze all’estero. Artisti “residenziali” condannati all’illusione e alla delusione. Ieri le armi di “illusione di massa” erano le gallerie blasonate, costoro hanno deluso e oggi ci sono le “residenze all’estero”. Cosa ci sarà domani? Le residenze lunari? O su marte?

    Serve una guida culturale e imprenditoriale (dove sono finiti i figli dei galleristi coraggiosi degli anni 90???). Serve un confronto per evitare di dissipare energie economiche e fisiche. 

    Questi acquisti degli “amici di miart”, questo assistenzialismo camuffato, mi fa venire in mente gli amici di maria de filippi. Solo che costoro seguono almeno un linea pop-trash, definita e forse meno ipocrita. Non ci servono “amici” che perpetuano il rapporto morboso che in italia vivono artisti e galleristi, artisti e critici, artiste e riviste. Ci servono “nemici leali”, persone che mettano in discussione un sistema che non funziona e che vede allargare il suo declino ad un situazione culturale più ampia, direi epocale. 

    Come ennesima declinazione dell’ikea evoluta troviamo l’evoluzione dell’imballaggio ikea. Una miriade-esercito di artisti (recentemente in italia: ian pedigo, gedi sibony) che lavorano sul frammento da imballaggio anemico. Alice Cattaneo non fa altro che perpetuare una moda, fin troppo facile e spuntata. Da un’altro lato, bisogna pur vendere e bisogna pur piacere. Ed ecco come la professionalizzazione degli artisti sia deleteria in una prima fase. Banalità, che però sembrano non essere molto chiare. E’ deleteria perchè li condanna a costruire sulle sabbie mobili e ad essere psicologicamente e materialmente dipendenti dalla nonni genitori foundation. Il boom anni 60, vero ammortizzatore sociale dei giovani artisti italiani. 

  4. da dove cominciare?
    Caro luca, come noto, non hai perso in sagacia.. anzi con il tempo che passa, diventi sempre più forbito e pungente. Saranno i riflettori che ultimamente ti stanno puntando?
    In ogni modo spezzo una lancia per Milavan che (per il poco che sono riuscita a seguire) se l’è cavata più che dignitosamente. Quando ti lanci ‘a spada tratta’ nella critica per la critica non ci piaci per niente. Ti vogliamo costruttivo.. molte volte e in più occasioni te l’ho consigliato.
    Perchè dilungarti a ripetere sempre le stesse cose. Proponi, costruisci, suggerisci!!!!
    A proposito dei ‘nemici leali’.. inizia ad esserlo tu rivelando chi sei (o siete!) e giocando ad armi pari.
    Quando parli di certi artisti, sembra che le tue critiche sembrano più dettate da un gusto personale che non da un critica costruttiva e ragionata. Ci piaci istintivo, non aggressivo e offesivo.
    La fiera a mio parere non era nè meglio nè peggio di tutti gli altri anni, migliorata forse in alcuni dettagli, rassicurante per il resto. Ottima l’apertura a persone rispettabilissime come Marco Altavilla ecc.
    Ho visto sul campo Gioni/Verzotti e non mi sembrano proprio lo stereotipo di un ‘assistenzialismo camuffato’. Direi invece: hanno giocato in una scacchiera con mosse equilibrate e abbastanza prevedibili (in poche parole, hanno accontentato ‘quelle’ gallerie).

    Morimura.. solo perchè Pessoli non piace a te, non vuol dire che si possa definire ‘atroce’. Qualunquismo gretto e infelice

    A quanto pare.. l’angolino del commento su Exibart continua a proporre arringhe noiose, di bassa lega… e alla cieca.
    Autocompiacimento infinito e sterile

  5. infatti ho scritto che “i Pessoli” erano atroci, non il lavoro di Alessandro in generale, capace di grandi picchi poetici….ma decisamente non in questi ultimi lavori, quindi non meritevoli di essere acquisiti per la collezione cittadina.

  6. su milovan mi riferivo al pregresso e non specificatamente agli incontri di miart. E mi riferisco alle scelte curatoriali piu’ che alla qualita’ dei talks art show. Certo, e’ una mia opinione. Costruttivo? sto facendo tutto quello che posso. Ma non mi offrono opportunita’ per essere costruttivo oltre a quello che trovi nel blog..

    verzotti-gioni hanno sicuramente fatto le scelte ottimali e soggettive. .E’ il principio di fondo che stona con la congiuntura attuale.

    Se mi coinvolgessero suggerirei eccome. Se no amici come prima.

    io critico alcuni artisti per fare esempi concreti se no dicono che sono qualunquista.ma non ne parlo con cattiveria. anche per milivan la stessa cosa. anche se lui spesso mi sembra un poco snob e superficiale.

  7. Che cos’ è quell’orrore di Alice Cattaneo: scarti di magazzino di un mobilificio di provincia.
    E comunque ci risiamo, i soliti artisti promossi, acquisiti, acquistati, invitati, vincitori di concorsi, residence, lontani dal pubblico, “puri” epigoni delle generazioni artistiche precedenti, omologati e facilmente confondibili con centinaia di altri artisti
    che si possono vedere ovunque sul pianeta.
    Eppure mi stupisce che persone colte e informate come Gioni facciano sempre le sesse scelte in Italia e fuori dal paese invece altre, totalmente differenti.

  8. non capisco come faccia alice cattaneo ad essere così “quotata”. la maggior parte delle sue opere o sono insulse o sono brutte

  9. bisogna smettere di dare un giudizio critico alle opere. La quotazione, la carriera e “parametri” simili non hanno nulla a che vedere con l’arte, quindi non è nell’arte che vanno cercate le risposte(ma anche le domande). Alice Cattaneo(ma anche tutti gli altri artisti di cui si ha notizia) ha una sua ragione di essere che si spiega col “sistema” di cui è figlia.

  10. Non si tratta di criticare le scelte soggettive di verzotti-gioni. Si tratta di avere uno sguardo più ampio che esca dalla cerchia degli “amici” per capire dove siamo. E uno sguardo più ampio fa subito saltare all’occhio un affaticamento del linguaggio. Se uniamo a questo i dati reali di miart: grossa crisi e poche vendite, forse sarebbe il caso di riflettere su cosa sia da intendere come opera-prodotto. Ma Miart rappresenta solo l’ennesima opportunità di riflessione. Tra l’altro quest’anno organizzata anche bene, ma il momento storico è quello che è….

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