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Andrea Pirlo in difesa, Massimo Ambrosiani al centrocampo, a controllare il tutto il general manager del Milan, Ariedo Braida. No, non avete sbagliato website, con uno di calcio: siamo a Miart, e il “campo” di gioco è infatti un’opera d’arte, di Michelangelo Pistoletto.
Ovvero un calciobalilla reinterpretato in stile Love Difference, presso lo stand di Ram Radioartemobile. È lì che si è disputato l’incontro, commentato da un giornalista d’eccezione come Bruno Pizzul, con gli “spalti” costituiti da sedie d’artista realizzate fra gli altri da Getulio Alviani, Domenico Bianchi, Alberto Garutti, H.H. Lim, Franz West, Erwin Wurm. Repliche venerdì 26 e sabato 27, alle 18; intanto, ad inaugurare il “torneo” è arrivata addirittura il sindaco Letizia Moratti…
[exibart]












assolutamente disgustoso e vomitevole
condivido Pinna
ma questo calciobalilla dell’amore non era già stato presentato ad Artefiera un paio di anni fa? ricordo la fotografia su Exibart.fotofinish di Francesco Clemente che ci giocava col direttore del Madre…
Da collocare nei bar sport e nei circoli ricreativi parrocchiali delle Misericordie.
vomitevole forse è troppo, ma ci siamo abbastanza vicini..
Aderisco allo sdegno comune ed aggiungo PISTOLETTO BASTA!
Perché essere così cattivi? Diciamo che è in linea con il resto della fiera.
da ridere per non piangere il leccaculismo al potere sfoggiato a iosa dai molti presenti durante il mesto incontro, un genuflettersi a questo potere vecchio e logoro assolutamente indecente. da non credere… ma erano veramente tanti i baciabanchetti che sussultavono come tifosi dementi per un niente di quei due o tre menagramo che giocavano a calcetto. che palle poi…
e io che volevo prendere la cittadinanza italiana… se questo è lo specchio di quello che c’è fuori poveri noi/voi… ma dove andrete a finire…!
Se l’avesse realizzato un altro “artista” non sarebbe stato sicuramente preso in considerazione dal “SISTEMA” … ma è una Cog….ta disgustosa e marchettara di PISTOLETTO ed allora tutti proni!!
Certo dalla “Venere degli stracci” a questa cosa nè è passato di tempo, intuizioni e coraggio caro Maestro.
Sarei curioso di vedere le “sedie” degli altri
valorosi cavalier serventi.
P.S.
Quoto i precedenti commenti
…il calciatore si chiama Massimo Ambrosini…
e un bel “calcetto” nel culo?!
brutta fiera, che schiffio, installazione inguardabile
E pensare che quella merda sta proprio davanti al povero Minini consiglio Massimo di mettersi sempre ad una certa distanza da quelli lì, del resto la storia lo dice non sono mai riusciti a sostenere uno dico un artista giovane valido hanno sempre cavalcato la tigre e pure in malo modo.
per dovere di cronaca, ad Artefiera si trattava di un tavolo da ping pong
Cari amici di Exibart,
il calcetto LOVE DIFFERENCE non è un lavoro di design, ma un oggetto creato per attivare “Love Difference – Movimento artistico per una politica intermediterranea”.
Il movimento nasce come iniziativa artistica per stimolare, promuovere e organizzare incontri nei diversi Paesi mediterranei e dar vita, dove e come è possibile, a nuove forme di convivenza, condivisione, partecipazione che portano verso una civiltà nella quale coesistono pacificamente e proficuamente le “differenze” culturali, religiose, sociali, politiche ed economiche.
Tra le diverse iniziative LOVE DIFFERENCE è nato anche il calcetto, il cui campo da gioco è uno specchio con la sagoma del Mediterraneo e i cui giocatori vestono ciascuna la maglia identificativa del proprio Paese di origine.
L’opera significa “competizione sportiva per la convivenza civile della società”. Perchè non ci date una mano anche voi?
Cari saluti.
Michelangelo Pistoletto
http://www.cittadellarte.it
http://www.lovedifference.org
Caro Michelangelo,
i propositi e i presupposti vanno benissimo. Ma concretamente quali sono le attività di love difference? Si tratta di un movimento di rappresentazione dell’utopia o di un movimento di pressione politica? Il rischio è quello di rappresentare idee bellissime e utopiche sopra una torre d’avorio. Se cosi fosse queste iniziative diventano funzionali allo status quo che cercano di migliorare. Lo status quo dice: “faccio quello che voglio tanto nella società ci sono queste iniziative “love difference” che danno l’apparenza di opporsi alle mie malefatte”.
Oggi l’arte, senza abbandonare la rappresentazione, non dovrebbe diventare più fluida per evitare di diventare accessorio disinnescato e funzionale allo status quo?
detto in soldoni… CHE STRONZATA!
Oliviero Toscani non avrebbe osato tanto…poco!!!