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Arrivato alla sua seconda edizione, il Prix Lafayette è organizzato presso la cour Carré del Louvre nell’ambito della Fiac per volontà della stessa fiera e del gruppo delle Galeries Lafayette.
E per questa edizione 2010 il riconoscimento – che più che un’unica opera premia l’impegno dell’artista invitandola ad esporre il suo lavoro – è andato a Morag Keil (Scozia 1984, vive e lavora a Londra), presentata dalla galleria Neue Alte Brücke di Francoforte.
L’opera Senza titolo si presenta complessa nei suoi diversi significati. Un cavo d’acciaio la divide in due parti in riferimento alla barriera museale, ma anche rimando all’opera nei grandi magazzini di Frederick John Kiesler, ecco il perché di un vecchio manichino, vestito in maniera semplice e senza marca perché “vuole evitare ogni riferimento alla pop art” spiega Guillaume Breton, commissario artistico indipendente e collaboratore della galleria Neue Alte Brücke.
Dall’altra parte del cavo, un trolley rosso incartato, rimando al readymade di Marcel Duchamp mentre la busta di plastica ammicca all’artista Sylvie Fleury. A destra un portfolio, verniciato di verde e poi lucidato, accoglie fotocopie e stampe “immagini che non vogliono sedurre”, dice Breton.
“Il pubblico è passato incuriosito dal premio Lafayette, ma spesso ha schernito l’opera con battute derisorie, fino all’insulto. È un’opera difficile che richiede un investimento personale del pubblico, che porta a chiedersi cos’è l’opera d’arte, qual è la responsabilità di un artista soprattutto nel contesto di una fiera d’arte”, conclude Guillaume Breton. (livia de leoni)
www.moragkeil.co.uk
[exibart]











