14 novembre 2008

Da Pomodoro a Ceroli, a Milano si potrà abitare nella Torre delle Arti. Rifugio di lusso per coolezionisti?

 

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Un rendering della futura Torre delle Arti
Alla realizzazione collaboreranno designer e artisti di fama internazionale in un serrato dialogo tra cultura e architettura, con sculture di Giuliano Vangi, Arnaldo Pomodoro e Mario Ceroli, istallazioni di Nicola De Maria e opere dei pittori della scuola di Giovanni Tesori, come Giovanni Frangi. Opere di scultura, pittura, fotografia, scrittura e musica, che connoteranno, su diverse scala, elementi specifici dell’edificio, come gli ingressi e gli ambienti comuni. Parliamo della Torre delle Arti, progetto di sviluppo urbano per la riqualificazione degli ex-uffici Montedison a Milano, in via Principe Eugenio, realizzato dallo studio Archea Associati dell’architetto Marco Casamonti. “Un edificio-scultura ad uso abitativo – così lo definiscono i promotori, il gruppo finanziario australiano Babcock & Brown – che restituirà al quartiere la tranquillità delle zone milanesi aggiungendo un elemento architettonico di grande pregio. Una torre, un’innovativa ‘scultura architettonica’ che dialogherà con la città grazie a similitudini e forti legami con l’architettura tradizionale milanese, dalle variazioni in altezza della Torre Velasca alla modernità del Pirelli”. Il progetto si struttura in due edifici, un volume più basso di circa 40 metri, che si allinea agli edifici circostanti lungo via Principe Eugenio, e un edificio a torre, che raggiunge i 96 metri di altezza, per ospitare in totale oltre 200 appartamenti. Al piano terra troveranno posto la hall di accesso alle residenze, un caffè lounge, un ristorante e servizi. Il progetto, la cui “prima pietra” è stata posata in questi giorni, dovrebbe nelle previsioni essere pronto per il 2010.
La Torre delle Arti si colloca in una ritrovata e felicissima nuova attenzione che la città di Milano sta riservando all’architettura contemporanea. Nella Capitale Morale sono infatti in fase di realizzazione l’altra sede della Regione Lombardia ad opera di Pei Cobb Freed, Cesar Pelli sta lavorando a Porta Nuova così come Grimshaw, Boeri e lo studio Piùarch. Qui sta nascendo anche il Museo della Moda. Lee Polisano è impegnato alle Varesine mentre si è appena conclusa la nuova Bocconi di Grafton Architects. Intanto a Milano Fiori, Erick Van Egeraat sta portando a compimento un nuovo sfavillante quartiere di respiro internazionale. E se il nuovo quartiere Milano Santa Giulia, pensato da Norman Foster, è in stand by, sono in azione le ruspe a CityLife, nell’area della vecchia fiera, dove nasceranno non solo i grattacieli di Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind, ma anche il centro d’arte contemporanea progettato da quest’ultimo.

[exibart]

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