01 marzo 2008

Da Roma: alla fiera dell’Eur editoria in fuga dagli spazi angusti del PalaCongressi

 

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I saloni della fiera dell'Eur
Adalberto Libera era un grande architetto. Forse il più grande del suo tempo. Ma certo se pensava un Palazzo dei Congressi lo pensava perché ospitasse congressi, non certo fiere. Ed ecco perché il grande edificio dell’Eur presenta degli spazi bui, degli anfratti nascosti, dei passaggi obbligati che non si prestano affatto bene alla collocazione di stand che richiedono invece visibilità e aria. Ne hanno fatto le spese – stiamo parlando della fiera dell’Eur ArtemodernacontemporaneaRoma – soprattutto gli stand dell’editoria, celati dietro ampi contrafforti e colonne oscuranti. E così molte riviste hanno pensato bene di smontare lo stand e andarsene via…

 

[exibart]

2 Commenti

  1. non mi pare proprio… i signori dell’editoria semplicemente, a differenza dei galleristi, aprivano le loro botteghe più tardi, nel pomeriggio…

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