26 maggio 2010

Da Roma: i musei sono nuovi, ma tutto intorno è il solito degrado. Ecco come la Capitale accoglie gli art-lovers internazionali

 

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Fra musei inaugurati, fiera ed eventi vari in città arriva mezzo mondo dell’arte, Roma si tirerà a lucido per presentarsi al meglio, si potrebbe presupporre… E invece manco per idea, pare quasi che beffardamente la Capitale goda nel rimarcare, sotto gli occhi di tutti, la propria trascuratezza, l’incuria per le regole di civiltà, l’offesa continua alle bellezze avute in dono dalla sorte o inutilmente create ex novo.
Ed ecco quindi, nelle foto sopra, il Macro reso inaccessibile dalla sosta selvaggia che si mangia tutto il marciapiede utile per raggiungere la nuova ala. Non sta meglio il Maxxi, che giace su un vialone il cui “square” centrale è stato trasformato in un disordinato parcheggio all’interno del quale, da qualche settimana, campeggia l’ennesimo cartellone abusivo nella scia della svendita della città che il Comune sta purtroppo offrendo al racket dei cartellonari.
Al Palazzo delle Esposizioni, tanto per non farci mancar nulla, va invece in scena un’altra declinazione del “facciamoci del male” capitolino, con l’assedio dei famigerati camion-bar da sagra paesana gestiti da clan autodefinitisi “mafia”. Hanno i loro catafalchi lungo tutto l’asse archeologico, in ogni piazza e nelle zone turisticamente più appetibili e da qualche tempo sono stati fatti arrivare di fronte all’Ara Pacis di Meier ed al Palaexpo…
Fa quasi sorridere che direttori e curatori degli spazi romani si riempiano la bocca di “Centre Pompidou”: a Parigi (e in qualsiasi altra città occidentale) nessuna di queste tre scene sarebbe neppure lontanamente concepibile. E sui flussi turistici, anche se si fa finta di no, certi dettagli pesano eccome. E fanno stare alla larga i viaggiatori di qualità (e con maggiore possibilità di spesa)…

[exibart]

11 Commenti

  1. questa triste realtà noi romani ce l’abbiamo sotto gli occhi ovunque e tutti i giorni come “normale” panorama cittadino …

  2. e i parcheggiatori abusivi sulla road della contemporary art??? cioè davanti al macro di testaccio??? …”ne volemo parla’”??? …international…guerrieri…!!?

  3. Non bastano le buone intenzioni, bisognerebbe operare in modo ampio, che senso ha aprire due musei quando già quelli che ci sono, vivono con grandi difficoltà…

    Poi visto le opere proposte, nei due nuovi spazi, mi pare di aver visto molte opere già viste e riviste… alla faccia della novità…

  4. il centro di roma è un cesso, se fate un giro in via del corso vi prendete i pidocchi, se girate senza guardare per terra pesterete cento cacche di cane, merde di piccioni che piovono dal cielo in continuazione, marciapiedi dissestati per slogature quando non proprio capitomboli, in molti punti di pregio architettonico vere e proprie discariche a cielo aperto, macchine che sfrecciano incuranti dei limiti e che sfiorano pericolosamente i passanti, sporcizia e incuria ovunque, cesti per la raccolta dei rifiuti stracolmi, scritte su muri di edifici storici, devo continuare o basta così?

  5. @Daniele, ma allora il problema dell’italia sono gli italiani?
    non lo so, cmq mercoledi’ mattina sono andata alla preview, scendo alla metro piramide e… lo “spettacolo” e’ sotto gli occhi di tutti, degrado e sporcizia non mancano.

  6. io sono romano e non butto niente in terra, non scrivo sui muri, non parcheggio sul marciapiede…Se fossi poco intelligente dovrei dire che il problema di Roma sono i tanti non romani che la affollano, ma evito anche perchè in fondo non lo penso. E’ un problema che va oltre questa città, tanto bella in alcune sue parti tanto brutta in altre, e che si fonda sull’ignoranza, sul non percepire il pubblico come anche proprio, su una mancanza di rispetto che viene quanto dall’altotanto dal basso: sia politicamente che geograficamente

  7. Sono d’accordo e apprezzo la segnalazione del degrado che circonda i luoghi dell’arte e dell’archeologia a Roma, come del resto in gran parte della città. Ma non è il Comune che dovrebbe occuparsi del decoro urbano e della vivibilità della città? Situazioni del genere penalizzano anche i nuovi centri culturali, come il MAXXI e Macro, che non possono essere un’isola in un mare di degrado urbano e ahimè anche umano.

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