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Risposta originale, durante la conferenza stampa di presentazione della fiera, del direttore di Artissima Andrea Bellini sulla vexata quaestio dello status da ente pubblico della manifestazione torinese. Facciamo un passo indietro. Artissima è, infatti, con ogni probabilità l’unica kermesse fieristica al mondo posseduta da degli enti pubblici, una anomalia tutti gli effetti e – lo diciamo senza tema di smentita, senza alcuno spirito polemico verso la fiera – una concorrenza un filo sleale verso le altre fiere italiane. Insomma, Artissima può lavorare sulla qualità, diminuire le gallerie, rifiutare delle candidature ‘pesanti’, può sostanzialmente snobbare il mercato o una parte di esso tanto, alla fine, c’è Pantalone che ci mette la differenza. Dove Pantalone sono gli enti pubblici piemontesi.E dunque forse nel tentativo di anticipare una domanda e con l’aria di chi aveva ponderato bene il ragionamento, il direttore di Artissima Andrea Bellini ha spiegato: “è vero, Artissima è l’unica fiera pubblica al mondo, ma non capisco perché in altre città non si sia adottata la stessa strategia. Artissima – ha continuato il critico d’arte romano – ha ormai il profilo di festival delle arti del novembre torinese, smuove economia, indotto, alberghi, ristoranti, taxi, fa una notevole promozione all’estero di Torino e del Piemonte. Se gli enti che la posseggono e la sostengono avessero speso la stessa cifra che vi investono in pagine pubblicitarie sui grandi quotidiani internazionali avrebbero avuto risultati più modesti“.
In Francia questo si chiama un ragionamento ‘paraculo’, ma noi diciamo che nonostante ciò è davvero difficile dar torto a Bellini su questo punto. Con buona pace delle fiere che devono stare solo e soltanto sul mercato.
[exibart]












Il problema è che ad approfittare dei soldini non sono i contribuenti ma l’establishment della signora Sandretto. Questo non è carino, anzi, questo è da galera.
Non è un carrozzone pubblico, è il carrozzone della signora pagato da noi.
alla faccia del paraculo… non c’è più limite in Italia
Non capisco perchè l’Italia è piena di carrozzoni pubblici ma solo quelli torinesi sono portati all’attenzione dell’Italia.
Ma quanti para-manifestazioni culturali che non valgono il 10% di ARTISSIMA vengono finanziate, per esempio a Roma o Napoli ?
ARTISSIMA è una risorsa e gli Enti locali fanno bene a tutelarla …..
il mercato nazista e dittatoriale dell’arte italiana!
e’ assurdo gallerie pagano fior di quattrini per prendere uno stend e gli artisti li decide il curatore!
Bella liberta culturale …se non e’ dittatura di mercato questa ?
E non mi dite che ce’ selezione visto certi nomi che hanno portano il cattivo nome dell’arte italiana in biennale e sono presenti in fiera.
Bellini un giorno finira’ tutto questo magna magna!
tale politica tale arte!
il difetto italiano
se la Signora Sandretto è riuscita nell’impresa tanto di cappello ho visitato Artissima l’anno scorso e devo dire che nutro ammirazione mista ad invidia per chi riesce a smuovere migliaia di persone, me compreso, con la sola forza dell’arte. Amen
Mario Bellini
..e vogliamo parlare dell’expo di Milano? dove sono già tutti con le gambe sotto il tavolo e il bavaglino al collo, prendendosi a forchettate per azzannare il pollo…e senza produrre nemmeno ‘sta gran cultura, ma di certo una bella colata di cemento, di cui l’Italia sentiva un gran bisogno…
Alice Sisti
secondo le statistiche, le istallazioni e l’arte concettuale sono meno del 6% dell’arte italiana. Dunque riuscire a fare una finta fiera pagata da pantalone su quel 6% mi sembra più che ridicolo, è uno scandalo. Spacciarlo poi, per una vittoria e un esempio di confronto, lasciamo perdere. Tutte le gallerie non in linea con l’establishment sono stata escluse a favore di gallerie fastasme pagate e venute da lidi lontani. Tutto ciò è una montatura bella e buona. Neanche l’arte nazista di Hitler aveva fatto tanto.
Ma in che mondo vivete , che storia avete studiato.
La storia insegna cari signori critici che l’arte e’ sempre stata finanziata largamente da enti publicie stati.Non esisterebbe arte senza stato.Pensate a quello che volete dall’impero romano al rinascimento al futurismo.
Quest’anno purtroppo non riesco a visitare torino .L’ anno scorso ne sono stato entusiasta.
Complimenti a Torino a chi l’amministra a chi crede nell’arte non solo a parole.
Sinceramente chi parla di Nazismo dovrebbe andare a scuola!