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Un solo padiglione, un solo piano, due soli corridoi ai lati della superficie espositiva: anche a livello logistico, si nota la semplificazione dell’era Bellini ad Artissima. Ma in uno spazio così contenuto le gallerie, pur diminuite di numero, stanno strette. Ed ecco – appena aperti i battenti al pubblico – partire il coro dei mugugni: spazi troppo stretti, ingorghi nei corridoi, disturbi visivi, collezionisti impossibilitati a vedere le opere con il necessario respiro e un gran caldo. Ed anche l’accoglienza, per i privilegiati “Vip”, ha riservato una sorpresa: niente catalogo della fiera nel kit preparato per i selezionati visitatori. Ma non dovrebbe essere proprio il catalogo lo strumento principe per rendere concreta la presenza dei collezionisti?
[exibart]
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