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Tutti si aspettavano il coup de théâtre, ma non c’è
stato. Da giorni sui media locali, e non solo, Sgarbi ha catturato l’audience
con l’ipotesi di esibire vicino a La Tempesta di Giorgione la venere del porno
e pittrice Vittoria Risi (in un tableau vivant de La nuda per la regia di
Gianni De Luigi) al fine di mostrare e dimostrare come l’avvenenza femminile
sia fugace e la bellezza dell’arte imperitura.
Con argomentazioni provocatorie ma pur sempre volte all’esaltazione della
pittura, il soprintendente con la clava (sta bastonando tutti in laguna) ha
quindi inaugurato ieri il suo omaggio a Giorgione nei cinquecento anni dalla
morte (avvenuta a Venezia nel 1510) portandolo via dalle restaurande sale
dell’Accademia per porlo a Palazzo Grimani, in quello che definisce il
padiglione più importante e bello della Biennale di Architettura. In attesa che
esso diventi anche il più osé, probabilmente il 5 settembre in occasione della
Regata Storica. Per la felicità dei media… (nicola davide
angerame)
[exibart]











