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Se al vernissage di giovedì non sono mancate le persone, giornata molto tranquilla invece – come tutti i venerdì fieristici – quella di ieri ad ArtVerona, soprattutto il pomeriggio. Se i ben informati dicono che i collezionisti di peso siano volati a Frieze dopo un giro nella città scaligera, fatto sta che verso sera, negli spaziosi stand della fiera (come sempre ben allestiti), si poteva tranquillamente andare coi pattini.
Sul campo delle vendite qualcosina si muove, soprattutto su cose piccole, anche se non mancano galleristi – come Deanesi di Rovereto – che si dichiarano molto soddisfatti.
Molto apprezzata invece la cena offerta da ArtVerona presso il Teatro Stabile cittadino. Gli ospiti hanno potuto mangiare sulle tavole allestite sul palco del teatro e prendere il caffè sul terrazzo che dà sul balcone di Giulietta, in un posto davvero esclusivo… (d. c.)
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London (and Verona) calling…












E’ molto preuccupante e triste se venerdì pomeriggio
ad ArtVerona si poteva girare coi “pattini”.Questo significa che c’era molta libertà di movomento……………..Leggi
visitatori che si potevano contare sulle dita delle mani…………Io l’ho visitata
giovedi’ la Fiera in oggetto, poche cose mi
hanno entusiasmato, poco pubblico, Gallerie di GRAN PRESTIGIO assenti, in compenso ho contato
molte ZONE-RELAX.
Se poi al Teatro Stabile la sera di venercì il pubblico era numeroso, questo conta poco, poichè è usanza tutta italiana correre in qualsiasi luogo, bello o brutto per “magnà”.
Per riempirsi la pancia gli italiani sono sempre in prima fila
numerosissimi, prontissimi, e puntuali, se poi li porti su di un “palcoscenoco il gioco è fatto.Questo per dire “c’ero anch’io” giusto per intenderci!!!!!!!!!!!!!!11
Cara Mari Spin, trovo invece una forma di rispetto nei confronti dei galleristi offrire loro una buona cena in un ambiente consono. Per una volta che non ci sono quelle paludatissimi catering chimici dobbiamo pure lamentarci?
Per quanto riguarda l’affluenza sabato invece ce n’erano di persone: è pur vero che il grande pubblico si affolla nel fine settimana, tanto più nell’operoso Nordest.
E comunque poi, a contare davvero, sono le vendite. Quindi aspettiamo a vedere…
“a contare davvero sono le vendite”: giusto, quindi hanno fatto proprio bene quelli che se ne sono stati a casa, risparmiando i soldi del biglietto.
e magari si smettesse di pubblicare, enfatizzandoli, i dati dell’affluenza di pubblico alle fiere.. chiudiamole al pubblico e riserviamole ai soli ‘addetti ai lavori’, oppure fare come fanno alla Fiac da due anni: biglietto a 28 euro, che è come dire “astenersi perditempo!”.
comunque, li vorrei davvero conoscere i dati delle vendite di Verona..
Oramai le fiere d’erte contemporanea in italia sono equiparabili alle fiere del brigidino.
Solo mercatuccio di serie B: Galleristi pochi, e quei pochi molto disinformati sulle vicende dell’arte contemporanea, presentazione degli stands da campionario, prezzi delle opere fuori da ogni realtà,giovani misconosciuti o quasi fatti passare per talentuosi e costosi.
insomma che ci andiamo a fare in queste fierucce di citta??
con qualcosa di piccolo ci si paga il biglietto dell’autostrada… Anch’io vorrei sapere come sono state le vendite. Forse è una informazione “top secret”?