![Daniel Birnbaum]()
Distratti dalle molte questioni contingenti, molti se ne erano quasi dimenticati. Dimenticati che il settore Arti Visive della
Biennale di Venezia, a poco più di un anno dall’inizio, era ancora senza direttore. Ora giunge finalmente la svolta, ed il nome uscito è di quelli che consentono di dimenticare in fretta i problemi e cominciare a guardare in positivo ai progetti. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi il 7 aprile, ha infatti nominato all’incarico
Daniel Birnbaum, curatore svedese quarantacinquenne, con una vasta esperienza con istituzioni e mostre a livello internazionale. Ha compiuto studi di letteratura comparata e storia dell’arte all’Università di Stoccolma, di storia dell’arte e filosofia alla Freie Universitaet di Berlino e alla Columbia University di New York. Nel 1998 ha conseguito il dottorato in filosofia all’Università di Stoccolma. Dal 2001 il critico è anche Rettore della Staedelschule di Francoforte, accademia internazionale che concilia l’arte contemporanea con lo sviluppo delle nuove pratiche e tecniche, mentre dal 1998 è redattore di
Artforum, oltre a collaborare regolarmente con altre prestigiose riviste come
Parkett e
Frieze. È direttore di Portikus, spazio espositivo che dal 1987 fa parte della stessa Staedelschule. A livello curatoriale, solo per citare alcune delle sue attività, dal 2001 fa parte del board di
Manifesta, mentre dal 2004 è curatore associato dello spazio espositivo Magasin 3 di Stoccolma. Nel 2003 è stato co-curatore per la sezione internazionale della stessa Biennale di Venezia, e nel 2005 della prima
Biennale di Mosca. Nel biennio 2006 – 2007 è stato co-curatore di
Airs de Paris al Centre Pompidou, di
Uncertain States of America – assieme a Hans Ulrich Obrist – presso il Bard College della Serpentine Gallery di Londra, e della seconda Biennale di Mosca; in Italia lo si è visto lo scorso anno come membro del comitato di
Constellations, sezione della fiera torinese
Artissima. E lo si vedrà ancora quest’anno, come curatore della seconda edizione della
Triennale di Torino. Birnbaum è autore di numerose pubblicazioni e saggi per cataloghi in tutto il mondo. Tra i contributi critici più recenti, quelli dedicati a
Olafur Eliasson, Pierre Huyghe, Dominique Gonzales-Foerster, Wolfgang Tillmans, Certih Wyn Evans, Paul Chan. Il suo ultimo libro è
Under Pressure (Francoforte 2008). “
Le mie mostre recenti – ha dichiarato il critico in occasione della nomina –
sono tutte state realizzate in stretta collaborazione con gli artisti, spesso attraverso un rapporto individuale, talvolta in un contesto più ampio. La Biennale di Venezia è un nuovo genere di sfida, ma il principio rimane lo stesso: la visione dell’artista deve essere al centro. Come ci si libera dalle gerarchie dettate dagli interessi commerciali e dalla moda? Da direttore di un’accademia artistica, il mio interesse è stato a lungo rivolto ad altri tipi di influenza e di significato. Esistono artisti che ispirano intere generazioni e questi artisti chiave non sono sempre i più visibili nel mondo dei musei e delle esposizioni. Io vorrei esplorare linee di ispirazione che coinvolgono diverse generazioni e illustrare sia le radici che i rami che crescono verso un futuro non ancora definito. La geografia del mondo dell’arte si è espansa rapidamente con nuovi centri emergenti: Cina, India, il Medio Oriente … La mia ambizione è quella di creare una mostra che, sebbene articolata in zone individuali di intensità, resterà un’unica esposizione”.
[exibart]
“Come ci si libera dalle gerarchie dettate dagli interessi commerciali e dalla moda?”……
Staremo a vedere….. senza molte speranze.
Io sono fiduciosa, conoscendo Daniel Birnbaum… In bocca al lupo al nuovo curatore (un motivo in più per tornare a vedere la Biennale…)!
spero, in una biennale molto più interessante ripsetto
a quella di robert storr, quindi anchio sono fiducioso