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Ci può essere grandezza, anche nella perversione! Perversione estetica, intendiamoci, niente di penalmente rilevante, ma pur sempre perversione! Come altrimenti qualificare l’oggetto che vedete nella foto sopra, e che ci auguriamo vivamente nessuno abbia avuto l’ardire di regalare nelle recenti festività?
Una borsa – marca Gilli – che scimmiotta le scritte degli arazzi di Boetti, per comporre la stucchevole frasetta “amore mio io ti amo“. Rivoltarsi-nella-tomba, hanno chiosato quelli del Deboscio, ai quali dobbiamo la segnalazione: ed è quello che avrà fatto il grande Alighiero, soprattutto vedendo l’imperdibile cuoricino che completa la sequenza di lettere…
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[exibart]












per me è stupendo, arte per tutti, poi cosa c’è di male, come se le scritte verticali fossero un’idea di boetti, ma qualcuno si dimentica che egli si ispirava da altri come i carmi figurati di Serenus Sammonicus, Porfirio Optaziano e che ne ha fatto un suo lavoro commercializzandolo, la vita è una ruota che gira …
non c’è mai limite al cattivo gusto !!!