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“Quella violenza di pochi, danneggerà tutti e diventerà il nostro biglietto da visita per ogni turista che arriverà a Volterra”. È amareggiato Sergio Borghesi, responsabile organizzativo della grande mostra che Volterra ha recentemente dedicato a Mauro Staccioli. E in una lettera aperta cerca di dare una lettura sociologica alla deturpazione che vedete nella foto, che ha colpito la grande scultura-installazione Tondo pieno.
“Un gesto grave, violento, offensivo”, che rimarca – si legge – “la nostra incultura, la nostra intolleranza, la nostra incapacità di saper valorizzare ciò che ci appartiene e che dovremmo tramandare”.
[exibart]












Generalmente la gente ha paura di ciò che non conosce. Il lavoro di Staccioli non è facile da digerire da qualcuno completamente a digiuno d’arte. Le sue opere sono estremamente ortodosse. Per chi non conosce l’arte ritrovarsele in casa a “deturpare” la loro bella terra può essere una violenza che noi manco c’immaginiamo.
Suvvia mica l’hanno buttata giù. E’ un gesto da condannare, certo, ma poteva andare peggio.
A Pesaro, città in cui vivo, a metà degli anni ’90 ci furono delle installazioni temporanee di Staccioli. La gente fu presa da un tale attacco di indignazione misto a panico che ancora oggi ogni tanto si parla dei famosi “pasticconi” (come furono definiti dalla stampa locale) piovuti dal cielo. Sì perché nessuno (se non pochi) sapeva che erano opere d’arte. Poi se la presero ancora di più quando seppero il costo di tutta l’operazione… ma questa è un altra storia. C’è da dire che poi lo strappo fu ricucito con la donazione o acquisto (non so) di una splendida (non sono ironico) installazione che Pesaro ospita davanti al casello autostradale. Posto triste ma perfetto per vedere a 360° l’imponenza di questa scultura (che sembra apparentemente in bronzo) impossessarsi dello spazio circostante perché inserita all’interno di una rotatoria. Qualche anno fa (ora è stata cancellata…) qualcuno ci scrisse sopra a caratteri cubitali: FONDETEMI.
Quella si che fu una violenza…
Francamente trovo quei cuori abbastanza mal disegnati, ma anche l’opera sfregiata, con tutto il rispetto, non mi scalda il cuore, forse si nota di più con lo sfregio che senza.
Personalmente apprezzo i writers, quelli veri, non certe versioni da galleria, e ce n’è di bravi. Certo, lo spray su un palazzo settecentesco urta chiunque, ma sulle vetture della MetropMilanes, purchè non coprano i finestrini…Con lo scempio delle reclàm.
Capiamoci… cosa o chi è un writer?
Perchè se confondiamo vandalismo e “arte” facciamo un gran pasticcio!
…non è che il simpatico vandalo che graffia i cofani delle macchine con una chiave è un allievo di Twombly!
personalmente, dovremmo riflettere tutti su che cos’è un opera d’arte e il suo significato…
si suppone che un opera ‘arte debba suscitare un’emozione….
visiva innanzitutto…
mi chiedo se all’improvviso scomparissero i volumi e gli scritti che parlano dei vari artisti concettuali e delle loro opere
dello scorso e attuale secolo…
che emozione visiva in mezzo ad un paesaggio naturalistico susciterebbe un tondo in cemento armato….
non voglio giustificare dei gesti stupidi individuali…. però devo dire che quell’opera così com’è e nel contesto in cui si trova mi disturba e insulta il mio senso estetico
Caro Boba, la scultura di Mauro Staccioli disturba il tuo senso estetico ? Hai visto la mostra? Hai capito perchè tra le colline ci sono quelle sculture? Perchè sono state progettate e costruite per quel luogo? Ricordati caro Boba che l’ arte è sempre stata contemporanea e cioè: ricerca, conoscenza del proprio tempo, profonda cultura e il risultato di un saper fare. Tutto questo è accaduto anche a quell’ “arte” che non ti disturba, che credi di capire.
Prova invece ad osservare attentamente il nostro ed altri territori, allora vedrai quanta violenza, incuria , silenziosa trasformazione l’ uomo ha prodotto, le industrie hanno fatto e quanto inappropriato cemento è stato colato ovunque.
Siamo invece fieri di quanto abbiamo fatto,della fatica che abbiamo durato perchè si potesse realizzare la mostra di Staccioli, un maestro che per primo rispetta la sua terra, i suoi luoghi di origine.
Ciao
Sergio
questo coperchio di vasca biologica sarebbe un’opera d’arte? ma per piager! Sarebbe il caso di mandare qualcuno a cag***
Ma non vedete che ora è perfetta?