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A cura di Martina Angelotti, a Bologna torna per il sesto anno la rassegna d’arte contemporanea site specific ON, che si aprirà il prossimo 24 gennaio e che sarà anche, dunque, uno degli eventi collaterali della 40esima edizione di Arte Fiera.
A riflettere sulla sfera pubblica e sociale dell’arte quest’anno saranno Ludovica Carbotta, con un intervento outdoor, e Adelita Husni Bey (indoor), raccolti sotto il titolo di Dopo, domani. Perché? Lo spieghiamo subito.
Monowe di Carbotta, sarà infatti al Parco del Cavaticcio: un’installazione che rappresenterà un ambiente ipotetico per un’immaginaria comunità del futuro; una città sopraelevata costituita da ponti, passerelle e scale, destinata a estendersi e crescere nel tempo, che sovrasta gli agglomerati urbani esistenti ed è progettata per essere abitata da una persona soltanto. Una modalità di esplorazione del futuro, la stessa che proporrà idealmente Adelita Husni Bey con i suoi Quattro atti sul lavoro, ovvero un’immaginifica valutazione del possibile sviluppo del concetto di lavoro da oggi al 2040. L’appuntamento, per questo happening, è dalle 15 alle 20 del 30 gennaio, nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio. Che succederà? Che un gruppo di 20 persone temporaneamente disoccupate o precarie, individuate tramite open call, con il supporto e la guida di quattro relatori che dirigeranno altrettanti tavoli tematici, tenterà di operare un esercizio di immaginazione sui futuri inevitabili cambiamenti del mondo lavorativo attraverso la formula del focus group. Le statistiche che verranno raccolte durante la giornata, e una video documentazione, saranno visibili nei giorni successivi.
Due esercizi per una nuova consapevolezza, e perché i progetti aderenti all’iniziativa “Paesaggio Bologna” del capoluogo emiliano, possano diventare parte intregrante della comunità.




















