16 agosto 2008

Dopo Pomodoro e Staccioli, a Carbonia tre sculture di Giovanni Campus

 

di

Giovanni Campus - Tempo in processo, 2008Città industriale di fondazione nonché principale centro urbano del Sulcis, Carbonia ambisce a trasformarsi in una sorta di laboratorio d’arte per la serie di interventi di riqualificazione degli spazi urbani, progetti che diventano parte integrante della città. Opere che dialogano con il contesto che le circonda e al tempo stesso ne trasformano la percezione. Dopo la scultura di Giò Pomodoro nella riqualificata Piazza Roma nel 2005 – oggi tra le 60 piazze più vivibili d’Europa -, e la monumentale scultura di Mauro Staccioli nella frazione di Bacu Abis nel 2007, Carbonia si arricchisce di tre nuove opere stavolta a firma di Giovanni Campus. Tre sculture site specific di trachite e ferro che hanno preso posto su tre diversi livelli di Piazza Giovanni Paolo II, e che nascono in relazione al monte Rosmarino. Per Campus lo spazio è campo d’azione dove concepire strutture modulari che si ripetono, individuare l’energia intrinseca alla materia, relazionare interno ed esterno, pieni e vuoti, forma e spazio. Per dar vita ad interventi d’arte ambientale tridimensionali dal rigore metodologico perfettamente integrati nel contesto urbano che diviene luogo di divulgazione culturale. Non a caso per l’artista “abitare il mondo significa vivere le cose, le loro pluralità e le loro differenze, cioè attraversarle finché non perdono il loro aspetto di cose e ridiano il senso del vissuto nella condizione del tempo.” (roberta vanali)

[exibart]

2 Commenti

  1. Campus Giovanni nelle “POVERE PIAZZE D’ITALIALA” – MODULARITA’ & SCULTURA?, si vada a vedere almeno le opere di Nicola Carrino equei “moduli” della Piazza del “Pianto della Fontana”…E IMPARATE E NON COPIATE…””Dopo ( i primi 2 scultori …), a Carbonia tre sculture di Giovanni Campus””…, ma cosa impastocchia con quello scritto: “abitare il mondo significa vivere le cose, le loro pluralità e le loro differenze, cioè attraversarle finché non perdono il loro aspetto di cose e ridiano il senso del vissuto nella condizione del tempo.” (roberta vanali), NON ABBIAMO AFFERRATO NULLA, ma Lei “VADA”- cara (“roberta vanali”) – a leggere “La recherche du temps perdu” – (La ricerca del tempo perduto) – e il suo “scultore della triade ferrosa” si legga e studi (ma convertirsi alla sua età…!): “Il Modulo e Lo spazio”, passando per le piazze del mondo e per la scultura – quella vera e originale – inizi da tutte le opere dello scultore del Maestro Mastroianni e giunga almeno sino allo studio di tutto Cèsar (l’italo Francese), vero artista originale, il più grande e valente scultore puro del mondo (esponente del Nuovo Realismo, fondato da Pierre Restany). A noi non ci rimane che dire:”Povere Piazze d’italia!”mentre (pare) che il Ministro del MIBAC BONDI non vede – non parla – non sente?. Anche lui (che può) vada a vedere le piazze francesi, quelle tedesche, quelle spagnole, eec, senta le proteste silenziose nobili degli addetti ai lavori, si consulti e parli on chi se ne intende da sempre,…si parli con il prof, Gillo DORFLES, studioso puro d’altissimo livello internazionale Altrimenti noi diciamo: allora “es mucho mejor” lo Sgarbi critico, politico e con una bella vista e un bel paio d’occhiali!
    Francisco de Quevedo. Dallo studio di Grottaglie (TA)il -16 agosto 2008.- alle ore 09:21,00.

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