24 febbraio 2016

Due musicisti site specific, nello “Space Shuttle” di Petrit Halilaj, all’HangarBicocca di Milano. Ispirati dalle ocarine realizzate dall’artista

 

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Si chiamano part wild horses mane on both sides, e per chi non li conoscesse sono un duo (composto da Kelly Jayne Jones e Pascal Nichols) che ha pubblicato parecchie edizioni a tiratura limitata con le etichette Rayon Recs, Singing Knives, Chocolate Monk, Carnevali e MIE, e che hanno anche collaborato con l’artista Haris Epaminonda, mentre stasera saranno in azione all’HangarBicocca, all’interno della grande installazione Space Shuttle in the Garden di Petrit Halilaj.
Il programma-happening musicale, a cura di Pedro Rocha, è nato ispirandosi alla serie Si Okarina e Runikut, costituita da un ampio numero di ocarine realmente funzionanti, realizzate da Halilaj sul modello di un reperto archeologico dell’era neolitica ritrovato a Runik, villaggio del Kosovo dove l’artista è cresciuto.
Un’informazione basilare per lo sviluppo dell’intervento sonoro che permetterà di ripercorrere, con le improvvisazioni del duo, le atmosfere nostalgiche e rurali fino alle esplosioni di sonorità create utilizzando una “polistrumentazione” fatta non solo di flauti, percussioni e dispositivi elettronici, ma anche di vecchie campionature, di strumenti trovati per caso, di “spettri” sonori che mischiano l’antico e il moderno, e che accompagneranno in una seconda battuta la mitologia personale di Halilaj e del suo ambiente, in attesa di ascoltarlo in conversazione con Andrea Bagnato, Francesco Garutti e la curatrice Roberta Tenconi, il prossimo 3 marzo. Appuntamento alle 21. 

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