10 giugno 2010

E adesso facciamo i conti! Al Madre, bilanci economici e non solo…

 

di

Eduardo CicelynPotenza di un Annual Report. Non solo far quadrare i conti economici, ma anche far tornare le somme del dialogo politico-istituzionale. È quanto accaduto al Madre di Napoli, nel corso della presentazione del Rapporto di Attività del museo. Un nutrito fascicolo di ben centocinquantacinque pagine, in cui l’istituzione dà conto di entrate e uscite, attività, mission e vision, relazioni col pubblico e col territorio negli ultimi tre anni.
Abitudine di trasparenza consolidata all’estero, ma quasi sconosciuta in Italia, e ora inaugurata anche al Madre con un rendiconto che, negli auspici di Ludovico Solima, Coordinatore Scientifico del Rapporto, Luca Dal Pozzolo, direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, Oberdan Forlenza, Presidente della Fondazione Donnaregina e Giovanna Barni, Amministratore Delegato di Scabec, vuol proporsi come punto di riferimento anche per altre istituzioni museali nazionali. Una “resa dei conti” che, negli intenti del direttore Eduardo Cicelyn, dovrebbe diventare un appuntamento fisso a cadenza annuale.
E che, a giudicare dalle riflessioni di Cicelyn, darebbe già i suoi frutti: “con gli studi che abbiamo effettuato in questa occasione sappiamo di poter abbassare, già nel 2010, la spesa complessiva dagli attuali quasi 10 a circa 7-7,5 milioni di euro, il tutto senza diminuzione di servizi, perchè abbiamo individuato i punti in cui poter fare economia. Oggi sono convinto che risparmiando si può lavorare meglio, purché non si scenda al di sotto di una certa soglia ove vi è deperimento”. Ed ecco che il confronto sul Rapporto di Attività diviene subito pretesto per una prima caratura e ricerca di equilibri tra il Madre e il nuovo Assessore ai Beni Culturali della Giunta Caldoro, Giuseppe De Mita. Che rassicura: “è vero che occorre tagliare la spesa, ma non con l’accetta. Se si scende al di là di un certo margine, oltre alla spesa si riduce anche il livello di civiltà”.
E che addirittura, a chi gli menziona le apprensioni e i dubbi che dalle ultime elezioni erano nell’aria a proposito del futuro del museo, risponde con un più che significativo: “le istituzioni sono di tutti”. Anche se volute dalla precedente maggioranza politica. I conti tornano perfettamente… purché l’abaco non impazzisca. (diana gianquitto)

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[exibart]

9 Commenti

  1. ma quanto ancora bisogna sopportare la barzelletta del madre?
    nessuno fa nulla per mandare a case queste persone?
    in Italia è quindi sempre il solito magna magna?

  2. tutti soldi buttati, le opere acquisite dal madre sono pietose, le mostre ancora peggio, per non parlare della conferenza tenuta dalla bruguera. è sempre più evidente che il madre sia solo una macchina da soldi… ma almeno fatelo con gusto, buttateci almeno del fumo negli occhi…

  3. Peccato che solo oggi Cicelyn sia convinto che risparmiando si possa lavorare meglio!!Poteva accorgersene prima di gettare via 2,5 milioni! Già ma intanto chissà dove sono andati a finire,e poi chi se ne frega mica erano suoi!E farle prima queste analisi? La qualità non deve mica per forza andare di pari passo con la spesa,non è assolutamente detto che spendendo tanto si alzi il livello di offerta.imparare da tante piccole realtà museali italiane che non hanno santi in paradiso e con quello che hanno organizzano fior di mostre.I cosiddetti”grandi artisti”del Madre hanno solo bisogno di mediatizzazione,questo è il loro unico modo di esistere,apparire,attraverso piu’ o meno fantasiose iniziative. questo è il realty contemporaneo! Mediatizate,gente,mediatizate!

  4. Grazie, così adesso sfatiamo definitivamente le polemiche sul Grandiosissimo Museo Madre al cui staff faccio i miei più egregi, ma che dico egregissimi, complimenti, sopra tutto per l’ottima figura che ha fatto la grande arrtista, ma che dico, grandissima artista Tania Bruguera, che nella sua eccellentissima conferenza non è stata per nulla un lassativo e mai fuori luogo, Grazie

  5. ero presente alla conferenza stampa e ho sfogliato il report.
    al di la delle cifre sul merito delle quali non posso e non voglio entrare, trovo curioso che nel rendicontare l’attività triennale di un museo non si sia andato oltre le cifre stesse.
    Mi spiego:

    -non una sola volta durante la conferenza sono state nominate le parole “artista napoletano” (non voglio dire giovane) ne si è parlato del ruolo che un’istituzione museale dovrebbe avere nello sviluppo dell’arte contemporanea della sua città.

    – non si è parlato della qualità delle mostre allestite, non dico entrando nell’ambito critico artistico, ma anche solo facendo un ragionamento generale su quali artisti sono stati coinvolti, quali curatori quante mostre importate e quante esportate.

    su questi temi, ovvero sulla “qualità” della gestione pare non si possa discutere e ciò è confermato anche dallo stesso direttore quando, assieme al neo presidente della fondazione donna regina, afferma che in merito al suo operato lui non è responsabile ne nei confronti dei politici, ne del consiglio d’amministrazione della fondazione, ne dello stesso presidente (dei cittadini o degli operatori del settore figuriamocene)… insomma… che sia responsabile nei confronti della SCABEC !?!

    :S

  6. Eduardo Cicelyn, un ritratto d’autore nel carrozzone del Madre. Spero che non vada a fare danni in qualche altro Museo.

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