16 dicembre 2010

Eccola, l’Italian Factory. Va all’abruzzese Ester Grossi il premio 2010

 

di

Ester Grossi - The Straigh Story
Premio Italian Factory 1980. Anzi no, 2010. Il rischio si corre, a guardare le opere vincitrici della quarta edizione del Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana, portatrici di stilemi che paiono un po’ attardati rispetto agli sviluppi del mezzo pittorico a livello internazionale, ma anche italiano. Poi, verrebbe da dire, ci si lamenta che l’Italia resti ai margini nelle grandi rassegne mondiali…
Ottimisticamente, accettiamo la motivazione della “giovane” età: ventinove anni per la vincitrice, l’artista abruzzese Ester Grossi, premiata per l’opera The Straight Story, 2010, acrilico su tela. Ventiseienne è invece Giulio Zanet, vincitore di una borsa di studio per un programma di residenza di due mesi presso il centro culturale GlogauAIR a Berlino, mentre Miriam Secco (1981) è stata scelta da Ana Pedroso – rappresentante dell’Associazione CubeArt e ideatrice di Contemporanea Cuba – per partecipare al Festival Arte Mas tenutosi a Mas a La Habana (Cuba).
La giuria? Era composta dal curatore del Premio Chiara Canali, Luca Beatrice, Gaetano Cappelli (scrittore), Angelo Crespi (consigliere Ministero dei Beni Culturali), Peter Glidewell (antropologo), Irene Pascual (direttrice GlogauAIR, Berlino), Giorgio Ortona (artista).

[exibart]

23 Commenti

  1. Ho la vaga impressione che questi si siano fermati a 15 anni fa riproponendo un cliché di pittura a campiture piatte e colori sgargianti che fa tanto arredamento.
    Che noia ‘sta Italian Factory…

  2. sono tutti artisti di scarso livello e con pochissima fantasia, mi meraviglio che il livello del premio sia sceso così in basso

  3. Più che criticare l’ovvietà di questa pittura decorativa, accademica, sedimentata, vista e rivista, bisognerebbe fare un’attenta e seria riflessione sui componenti della giuria: i “sapientoni” che hanno gestisto il premio (Italian Factory 2010).
    Non è concepibile una giuria che non conosca bene la teoria e l’evoluzione della cultura dell’immagine. Nel senso che c’è una lunga esperienza storica, che riguarda le metodologie di analisi e lo sviluppo del dell’arte figurativa. Quella teoria dialettica critica, che ha interprteato, destrutturato i diversi linguaggi del divenire espessivo delle arti visive.

  4. Condivido il commento di Savino Marseglia, e aggiungo, che questi della giuria sono l’esempio più compiuto del degrado culturale italiano.

  5. la sig.ra beatrice canali non è all’altezza dalla situazione; ciononostante la suddetta è sempre in pool position nella curator parade: What a Wonderful World (inglese: che mondo meraviglioso) è una famosa canzone scritta da Bob Thiele (con lo pseudonimo George Douglas)

  6. il problema più grande è il terzo posto.
    Ester Grossi è una artigiana senza spirito
    il secondo non è male,
    il terzo posto è una vergogna.

  7. siiiii, che schifo, illustratori, pittori…che dio vi fulmini! meglio un bel video dove non si capisce una mazza ma dove i curatori possono sbizzarrirsi nel raccontarci le loro fantasie o qualche bella installazione concettuale.
    Propongo l’impalatura in pubblica piazza per tutti questi eretici che fanno arte figurativa e/o decorativa! a morte i designer, gli arredatori, i decoratori, siete delle merde ! voi non fate cultura! siete la rovina dell’arte ! viva Cattelan , viva il sistema dell’arte, viva i notai e le corporazioni, viva tutti quelli che fanno cartello, viva i numeri chiusi, viva i certificati di idoneità, a morte la libera espressione e il buon gusto.
    Difendiamo la cultura, via tutti coloro che sanno dipingere e disegnare ! Via tutti quelli che non si appecorano ai curatori, ai galleristi, alle mode del momento, alle feste di cazzo! Ve ne do ve te an da re !

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