28 novembre 2010

Eldorado polacco. Trasferta in Bassa Slesia per il progetto E-Straordinario della Fondazione Casoli

 

di

Grzegorz DrozdAncora Polonia, la nuova “terra promessa” del contemporaneo europeo. Per ambizione e frenesia creativa, se non (ancora) per i mezzi e per l’”ambiente”. Ne sa qualcosa Fabio Cavallucci, che ha accettato la direzione del Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia Castello Ujazdowski. E ne sa qualcosa anche chi ha letto il ricchissimo reportage di Lorenza Pignatti e Pericle Guaglianone, uscito sul numero 69 di Exibart.onpaper.
Punta dunque alla Polonia anche la prossima iniziativa di formazione ideato e promosso in collaborazione con l’azienda Elica, allo scopo di creare un dialogo costruttivo fra il mondo dell’arte e quello dell’impresa. Protagonisti l’artista polacco Grzegorz Drozd ed i dipendenti degli stabilimenti di Elica a Jelcz-Laskowice, nella Bassa Slesia, per un progetto di due giorni – 29 e 30 novembre – che si basa sul concetto di azione collettiva e mette in evidenza la potenzialità creativa della comunità composta dai lavoratori in fabbrica.
L’idea è quella d’introdurre degli elementi insoliti nella vita quotidiana dello stabilimento, mantenendo però il metodo e l’organizzazione del lavoro industriale. Il risultato finale del workshop sarà un video clip, che Drozd realizzerà basandosi sulla registrazione dell’esecuzione della performance. Mentre gli strumenti musicali impiegati durante il workshop saranno devoluti in beneficienza a favore”.
L’iniziativa è co-curata da Stach Szablowski, curatore presso il Centro d’Arte Contemporanea Zamek Ujazdowski e Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli.


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