Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Anche stanotte sarà coprifuoco, ma con una sorta di asso nella manica in più per Erdogan, scappato e rientrato alla base e forte di uno strano consenso, dopo l’appello per la cittadinanza alla resistenza all’esercito che ieri sera ha tentato di rovesciare il governo turco con risultati decisamente discutibili e che i più complottisti hanno designato come l’ennesima azione di un governo che vira sempre più verso una vera e propria dittatura, e che ora effettuerà un ulteriore giro di vite sui dissidenti, di qualunque natura essi siano.
E non è escluso che per i promotori dell’azione ci possa essere la pena di morte.
Mentre ancora si completano le operazioni di arresto e disarmo il bilancio di questo primo attacco è di quasi 200 morti: 104 golpisti uccisi, e anche oltre 100 poliziotti e soldati fedeli al governo, e almeno 47 civili, mentre gli accusati di “tradimento” sono, a quanto pare, oltre mille e 500.
E non si aspetteranno certo “condizionali” o appelli: le forze armate della Turchia rimuoveranno i membri della “struttura parallela” dell’esercito dai loro ranghi.
E mentre il religioso Fethullah Gulen, accusato di essere uno dei mandanti, ha ripudiato tutte le accuse, molti esponenti legati al suo movimento, tra cui diversi giornalisti, starebbero cercando di fuggire da un Paese che ancora una volta ha sbarrato le frontiere e che si appresta a una nuova escalation di violenza.














