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A partire da una shortlist di 15 studi, alla fine se la sono giocata Gae Aulenti e Jean Nouvel sul filo di lana. A vincere, però, è stata l’architetto milanese d’adozione, per l’occasione in cordata con il Consorzio Leonardo di Modena e lo Studio Associato Architetti Doglioni e Daminato di Feltre.
Parliamo del concorso per la riqualificazione del settecentesco ex Ospedale di Sant’Agostino di proprietà della locale Fondazione Cassa di Risparmio dal 2007-08.
A disposizione ci sono 5 milioni di euro per rendere i 24mila mq un “nuovo luogo per la cultura” in quel di Modena. I tempi? Per ora si parla di appalti per l’estate del 2011 e la stima della conclusione dei lavori per il 2015. L’obiettivo? Ne avevamo parlato al momento della pubblicazione della shortlist: si tratta di realizzare un blocco di spazi espositivi nella parte monumentale del sito, biblioteca e archivio nelle cosiddette “tenaglie”, oltre al Centro per l’immagine e la fotografia poco distante (un asset importante nel quadro delle attività culturali della banca), per finire con caffè e attività commerciali.
Per saperne di più, se non siete avvezzi a piantine e proiezioni, l’appuntamento è il 4 giugno, giorno in cui il progetto verrà presentato alla cittadinanza.
Nell’attesa, e non certo per un pregiudizio esterofilo, non nascondiamo che ci sarebbe proprio piaciuto avere un segno del più grande architetto contemporaneo francese in quel dell’Emilia. Per i suoi meriti, va da sé, ma anche perché i risultati conseguiti da Gae Aulenti – dal Musée d’Orsay alle Scuderie del Quirinale, passando per quel Palazzo Grassi fortunatamente “riassettato” da Tadao Ando, per quel Piazzale Cadorna a Milano dove le rare panchine guardano i palazzi, per quel Palavela a Torino che dopo il passaggio dell’architetto si è trasformato da leggiadra struttura in cemento a banale tettoia -, ebbene quei risultati proprio non ci garbano…
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[exibart]











