28 giugno 2009

Fabio Rampelli contro Carandini: “L’Italia sia capofila per le restituzioni”

 

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L’onorevole Fabio RampelliCi stupisce l’atteggiamento rinunciatario del pur volitivo Carandini. Il principio dei due pesi e due misure da lui evocato quando dice sì alla restituzione delle opere trafugate dai nazisti e alla stele di Axum, e no a una sana strategia di recupero delle opere trafugate, ha un sapore ideologico che non ci persuade”. Parole di Fabio Rampelli, deputato del PdL e componente della commissione Cultura, promotore della battaglia sulla reciprocità della restituzione delle opere trafugate. E dopo tante cantonate, ci pare che per una volta Rampelli ne dica qualcuna giusta. “Nonostante i vari pronunciamenti dell’Onu – prosegue Rampelli -, le convenzioni internazionali e gli accordi, i beni trafugati non vengono restituiti. E se ciò avviene è solo per la buona volontà di un singolo Stato. Non esiste un regime sanzionatorio per quanti disattendono le carte internazionali. Allora vorremmo tanto che l’Italia, centro mondiale dell’arte, una volta tanto si ponesse capofila di una mediazione internazionale perché è stata nel corso dei secoli la terra vittima per eccellenza delle predazioni. Mi auguro che questa mediazione emerga dalla conferenza di Praga, dove per 5 giorni oltre 50 Stati e una decina di associazioni non governative s’incontrano per elaborare una strategia incisiva. Dire che i marmi del Partenone starebbero meglio nelle quattro mura di una metropoli dell’estremo nord d’Europa invece che sull’Acropoli di Atene è peggio che una bestemmia”. Viste queste posizioni condivisibili, sarebbe forse meglio che l’onorevole esternasse più sull’arte che sull’architettura, dove è invece su posizioni passatiste e di retroguardia…

[exibart]

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