Fare Mondi // Making Worlds // Bantin Duniyan // 制造世界 // Weltenmachen // Construire des Mondes // Fazer Mundos… Sarà questo il titolo dell’edizione numero 53 della Biennale di Venezia Arti Visive, indicato dal direttore
Daniel Birnbaum nel corso dell’incontro con i rappresentanti dei Paesi partecipanti, avvenuto a Venezia a Palazzo Querini Dubois. Birnbaum ha sottolineato come la mostra non sarà divisa in sezioni, ma sarà un’unica esposizione, costituita dall’intrecciarsi di alcuni temi, segnalandone in particolare tre. La vicinanza ai processi di produzione, che “sarà evidente in una mostra che si colloca più accanto ai luoghi della creazione e della formazione (lo studio, il laboratorio), che alla tradizionale mostra museale; il rapporto fra alcuni artisti chiave e le generazioni successive; un’esplorazione del disegno e della pittura, rispetto allo sviluppo recente e alla presenza nelle Biennali di molti video e installazioni: “
L’enfasi sul processo creativo e sulle cose nel loro farsi non escluderà opere realizzate nelle forme artistiche classiche“. Il Direttore sta lavorando all’Esposizione Internazionale d’Arte con l’aiuto di un gruppo internazionale di esperti: Jochen Volz (organizzatore artistico), Savita Apte, Tom Eccles, Hu Fang, Maria Finders (corrispondenti). Il Presidente
Paolo Baratta ha confermato che la Biennale ha approvato un progetto che prevede che all’Ala Pastor del Padiglione Italia ai Giardini sia portato l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) per la parte cartacea: l’archivio storico, l’archivio documentale, libri, cataloghi, periodici. Il trasferimento dell’Asac all’Ala Pastor, con sale di lettura e di consultazione per i ricercatori e per i visitatori, trasformerà il Padiglione Italia in un luogo dedicato alle arti, che potrà così operare tutto l’anno. Il Presidente ha pertanto invitato anche i Paesi a seguire l’esempio della Biennale, con un utilizzo più frequente dei Padiglioni ai Giardini, non solo in occasione delle grandi mostre di arti visive e architettura. Aprendo il Padiglione Italia tutto l’anno, di fatto Baratta gioca d’anticipo sui programmi di Francois Pinault, creando idealmente il primo centro d’arte contemporanea di Venezia, ben prima di Punta della Dogana. Il Presidente ha inoltre riservato un saluto particolare ai Paesi presenti per la prima volta, come Andorra, Emirati Arabi Uniti, Gabon, Montenegro, Pakistan, Principato di Monaco, Sudafrica, oltre ai Paesi che ritornano quest’anno all’Esposizione: Iran, Marocco, Nuova Zelanda e San Marino.