30 ottobre 2012

Google Art Project e i musei italiani sulla piattaforma da 15 milioni di utenti. Ma quando un passo verso il contemporaneo?

 

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Terza vita, 35mila opere mappate e osservabili in rete in alta risoluzione, e 29 nuovi partner da 14 diversi Paesi del mondo. Sono i numeri di Google Art Project che da oggi si arricchisce anche di altri quattro componenti italiani; il museo Poldi Pezzoli di Milano, i musei Senesi, Musei di Strada Nuova a Genova e Palazzo Vecchio di Firenze, che si vanno a sommare alle altre due istituzioni italiane che per prime hanno prestato il fianco al mega progetto di Google: Musei Capitolini e Galleria degli Uffizi.
E insieme al Belpaese, in questa nuova tranche dell’arte “virtuale” entrano a far parte anche il Museo d’Arte Moderna di Istanbul, la Art Gallery of South Australia, il peruviano Museo Larco di Arte Precolombiana e il National Ballet of Canada.
Ognuno dei musei coinvolti ha lavorato a stretto contatto con Google, offrendo la propria consulenza ed esperienza in tutte le fasi del progetto, dalla scelta delle opere all’angolatura degli scatti, più le informazioni fornite a corredo di ogni pezzo. Una serie di visite guidate alla storia dell’arte via web che allo stato attuale hanno avuto qualcosa come 15 milioni di visitatori in tutto il mondo e che oggi aggiunge alla piattaforma Art Project due nuove funzioni: “Confronta”, che consente di esaminare due opere d’arte in parallelo e “Hangout”, che consente di creare una visita virtuale personalizzata, scegliendo le proprie opere d’arte preferite tra tutte quelle presenti sulla piattaforma. Amit Sood, alla guida di Google Art Project ha dichiarato: «È un momento di grande fermento per gli appassionati di arte: i visitatori di Art Project provengono da tutto il mondo e l’interesse continua a crescere. Per questo continuiamo a sviluppare soluzioni tecnologiche sempre più sofisticate, per permettere alle persone di conoscere ed entrare in contatto con il grande patrimonio artistico del mondo». Le prossime tappe? Suggeriamo forse una dimensione più vicina al contemporaneo. D’altronde siamo sicuri che i musei bisognosi di una partnership con il grande marchio del web non mancherebbero dalla lista!

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